Ladri e ladri sulla Scuola

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Araba Fenice desk

Lunedì 1 ottobre, a scuola sono entrati i ladri. Per l’ennesima volta. Ancora al P. Novelli. Cosa cercano a scuola? Cosa avranno portato via? Vado a vedere. Tutto intorno polvere, tanta polvere e macerie; muri sfondati dai lavori di ristrutturazione che sembra non finiranno mai. Gli operai mi invitano ad uscire perché non sono adeguatamente equipaggiata. “I ladri” hanno aperto gli armadietti dove custodivo i libri degli alunni, i cd, le videocassette, i giochi che preparo per loro e insieme a loro. Non manca niente, almeno credo!   Chi sono? Ragazzi, dicono. Nostri alunni, penso. Cosa vogliono? Senza giustificarli, considero: forse anche loro sono stati derubati! Torno indietro col pensiero alla scuola trascurata, abbandonata e maltrattata. Da chi? Da anni l’abbandono in cui versano le strutture scolastiche monrealesi, e non solo, è noto. La violenza nei confronti della scuola è stata perpetrata anche da chi, con la pretesa di governare, si è prostituito alla cultura orgiastica del denaro sprecando e distribuendo prebende ad amici e parenti in una emorragia continua mentre la disoccupazione e la povertà dilagano. Lo spettacolo che ci offrono i politici, anche a livello locale, è sconcertante e desolante. Qualcuno ha detto che rappresentano molto bene gli italiani: ladri, corrotti e corruttori, mafiosi e prostituiti. Siamo questi, dunque, gli italiani? Non c’è denaro per i servizi e non si trova qualche migliaio di euro per fare i sopralluoghi e le pulizie straordinarie dentro le scuole, ci dice il politico che ci governa. Chi ruba i nostri soldi, i servizi, la cultura, dunque? C’è, nel paese di Monreale, il luogo in cui teniamo in affitto locali inutilizzati da gennaio 2012 (prima adibiti a scuola), a euro 8,33 all’ora, e il luogo in cui le classi sono ubicate presso i saloni parrocchiali e funzionano a giorni alterni. La scuola a giorni alterni, poi, è stato proprio il massimo che si poteva pensare per dare l’idea della disattenzione nei confronti dei diritti dei bambini e delle loro esigenze didattiche ed educative. Ci sono scuole in cui gli insegnanti preparano le tinozze, nella stagione delle piogge, per raccogliere l’acqua che scende dai tetti, e ci sono scuole dove i bambini in inverno devono usare le copertine, i guanti e i cappellini per ripararsi dal freddo. Ci sono scuole dove il preside viene multato per aver osato continuare a fare lezione utilizzando spazi non adeguati e scuole dove si continua a fare lezione anche quando ci sono quattro cessi funzionanti per diciotto classi. Ci sono scuole dove c’è la palestra ma mancano gli attrezzi pur essendo stato erogato il contributo per il loro acquisto e ci sono scuole che vengono chiuse con documentazioni discutibili e poi vandalizzate e rese inagibili. Ci sono nuovissime scuole dell’infanzia chiuse in attesa di adeguamenti e di vandali che vadano a coprire possibili inadempienze e, a pochi metri da queste, classi di scuole dell’infanzia ubicate in centri sociali affidati alle parrocchie. Ci sono classi di scuole primarie ubicate in edifici della Chiesa a cui paghiamo gli affitti ed edifici spaziosi e capienti di proprietà della Provincia e del Comune, che restano inutilizzati. La manutenzione periodica, la cura, la pulizia, i bagni funzionanti, le strumentazioni adeguate, le palestre, i laboratori, e per ultimo, ma non per importanza, i muri periodicamente dipinti, sono il punto di partenza per poter parlare di accoglienza, di cultura, di ambiente sereno per i lavoratori e per i bambini. Questi sono problemi comuni a tutte le scuole del paese di Monreale e frazioni. Cosa fa l’amministrazione? Cosa fa l’assessore alla Pubblica Istruzione a cui eroghiamo una indennità di carica lorda di 12 006,60 euro all’anno? E l’assessore all’edilizia scolastica, nonché vice-sindaco, che percepisce 7 307,75 euro lordi all’anno? Chi sono i “Ladri”, allora? Ci sono ladri e Ladri! Ci sono i Ladri della cultura, del dirittallo studio, della sicurezza, della giustizia e dell’uguaglianza. E ci sono i ladri di portafogli che si prestano a sporchi giochi vandalici e forse in/consapevolmente rendono funzionale un certo tipo di politica. Cosa succederà? L’attenzione si sposterà sui “ladri” con la elle minuscola. Verrà fermato, indagato, criminalizzato chi si è reso comunque disponibile a queste sporche manovre. La scuola predisporrà progetti per contrastare la dispersione e la criminalità. Il controllo sul territorio prevederà il coinvolgimento di maggiori “forze “dell’ordine”. In passerella andrà il politico di turno. E lo spettacolo continua. Tutto questo lascerà un segno nelle generazioni che adesso vivono questi disagi. Cerchiamo di fare in modo che non accada ancora. Io cercherò di ricordarmene quando avrò in mano la matita copiativa.    

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