Il Verde di Sibylle Baier

Sibylle Baier è una cantautrice che anche nei momenti più malinconici non rischia mai di essere eccessiva o noiosa

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Monreale, 13 agosto 2017 – Nel 2006 esce un disco, un disco che si differenzia dal genere di dischi che ci si aspetta possano uscire negli anni 2000. Il disco si chiama Colour Green e l’autrice riporta il nome di Sibylle Baier. Praticamente nessuno la riconosce tra le migliaia di cantautrici della scena musicale, underground e non, del 2006, ma la voce di Sibylle esce chiara dalle tracce del disco. E allora di chi sono queste canzoni? Chi è Sibylle Baier? Per saperlo, dobbiamo tornare indietro di vari decenni: nei primi anni ’70, una ragazza di nome Claudine si accorge che la sua migliore amica sta passando un periodo buio e incerto della sua vita. Ma lei non può permettere che la sua cara amica Sibylle si lasci andare così, e allora decide di trascinarla in un viaggio in due intorno alle Alpi, da Strasburgo a Genova. Dopo vari tentativi, ci riesce. E partono. Durante il viaggio Sibylle, che già da tempo si dilettava a suonare la chitarra e a cantare, capisce che un’altra maniera per uscire da questo periodo nero è buttarlo fuori in musica.

Così la ragazza scriverà in viaggio la sua prima canzone, Remember The Day, solo voce e chitarra:”Ricordo il giorno/in cui sono uscita da casa solo per comprare un po’ di cibo/ pensando se io avessi dovuto o non avessi dovuto/ il sole era alto, e io/ mi sono ritrovata nella strada per Genova”. Dopo quest’esperienza la ragazza cresce e fa altro, recita, compare in due film di Wim Wenders, ma poi decide di chiudere con la carriera per trasferirsi in America e crearsi una famiglia.

Ma le sue composizioni, scritte tra il ’70 e il ’73, non le ha mai abbandonate. Così il figlio, dopo la lunga assenza dalle scene della madre, nel 2006 le riesuma e le pubblica nell’album di cui vi sto parlando, intitolandolo Colour Green, come uno dei brani più delicati del disco. Colour Green è un disco dal folk tenue e malinconico, che non manca mai di una grande dolcezza.

La voce di Sibylle ha la freschezza di un fiorellino di campo appena colto, insieme agli arpeggi di chitarra ti prende timidamente per mano per portarti in viaggio con lei dove vuole. Gli argomenti che tratta sono semplici, la sua vita quotidiana, le sue riflessioni sul mondo, sulla fine, sui suoi sentimenti, sui suoi incontri. Gli accordi di chitarra e il ritornello ripetitivo di Softly, ad esempio, come anche la tenera melodia di I Lost Something In The Hills, con la soffice voce della Baier, saranno abili a tentarvi a lasciarvi trasportare da loro.

Sibylle Baier è una cantautrice che anche nei momenti più malinconici non rischia mai di essere eccessiva o noiosa, la maniera con cui riesce a mostrare la fragile bellezza della sua musica e di se stessa è di una delizia che scioglie il cuore. Sono passati tanti anni, ma ecco che uno dei capolavori del folk, di una certa autrice tedesca di nome Sibylle Baier, è venuto alla luce. In copertina la foto, in una specie di “effetto seppia”, di una giovane donna di profilo, con sfondo un grande campo deserto. Ma la volete sapere la sorpresa dietro tutta questa particolare storia che vi ho raccontato? Che è completamente vera.

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