L’Ecocampus Casaboli è ancora vivo, le attività continuano VIDEO

L’incendio di Casaboli ha certamente messo in ginocchio le aziende che vi operano ma la speranza di una rinascita esiste ed è visibile

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Monreale, 10 agosto 2017 – Sono stati giorni di apprensione e di paura quelli appena trascorsi dal team dell’Ecocampus Casaboli, nel cuore dell’omonimo bosco monrealese. Il parco, a pochi giorni dal grande incendio, è già aperto e fruibile, la devastazione del fuoco ha infatti risparmiato tutta l’area attrezzata. 

Sono le 9.30 e incontro Giacomo Buffa, presidente della società Keystone srl che cura l’Ecocampus. A bordo del suo fuoristrada ci incamminiamo verso il parco. Qui il panorama è cupo, tetro. Stiamo per giungere a destinazione ma ci accorgiamo che la strada è interrotta; un grosso albero ormai incenerito è caduto sulla trazzera. Decidiamo di fare inversione e di proseguire optando per un percorso alternativo. Siamo sul Ginestrone. Giacomo racconta che il Ginestrone, questo lungo sentiero che attraversa la vegetazione, deve il proprio nome alla presenza di una particolare specie di Ginestra, dai fiori grandi e gialli. Della Ginestra non vi è più traccia, tutto attorno è ridotto in cenere. Qui incontriamo anche dei corvi gracchianti e altri esemplari di rapaci alla ricerca di piccole carcasse di animali rimasti uccisi dalle fiamme. Questa è la zona che è stata maggiormente colpita dal fuoco. «La maggior parte delle chiome degli alberi è bionda e molti di essi non riusciranno a sopravvivere – ci spiega Giacomo –  gli alberi che presentano ancora un po’ di verde, forse, ce la faranno». 

Giungiamo all’Ecocampus. Qui tutto cambia, tutto è ancora intatto. Regna la pace in mezzo ai grossi tronchi di pino. Giacomo Buffa ha ancora negli occhi la luce di chi ama il proprio lavoro all’interno del bosco, nonostante le fiamme che lo hanno ferito. Casaboli per Giacomo non rappresenta solo una fonte di reddito ma il luogo dove trascorre la maggior parte delle proprie giornate. Giacomo, insieme al socio Francesco Gargano, nonostante il parco non sia stato interessato dal violento rogo, si dice comunque “vittima” della devastazione dei giorni scorsi. 

Inizia la nostra chiacchierata. L’Ecocampus, devo ammetterlo, è un luogo magico e mentre Giacomo parla, la calma del bosco ci avvolge, il tempo non passa. 

Obiettivo principale del parco è la fruizione della natura e della sostenibilità ambientale destinata al target delle famiglie, affamato di novità e con esigenze particolari. Un altro scopo dell’Ecocampus, ci racconta Giacomo, è di riportare la gente in mezzo alla natura in maniera facile, sicura e divertente. «Mancava una struttura che potesse raccogliere tutte queste esigenze e in Casaboli è stato trovato il luogo ideale».
Il parco è un Ecocampus, una filosofia di vita che è diventata il modo di lavorare di Giacomo, della sua famiglia e di tutti gli operatori che vi lavorano. 

Giacomo è un naturalista, si è occupato di ricerca all’Università, da più di 15 anni inoltre è un esperto di comunicazione ambientale. «Ci occupiamo di far familiarizzare la gente con la natura, utilizzando la natura come strumento ricreativo». Oltre ad offrire queste opportunità alle famiglie, l’Ecocampus mira alla valorizzazione del territorio consentendo, con l’apertura di questa bellissima area, un aumento della fruizione del bosco. «Tutto questo è fatto con criterio sostenibile. Adesso Casaboli è visitato tutto l’anno e la qualità del pubblico è cambiata».

Dentro l’Ecocampus si fa formazione di base con le scuole primarie e con i licei si collabora per l’alternanza scuola-lavoro dei ragazzi, eseguita secondo standard qualitativamente elevati. Un occhio sull’Ecocampus lo tiene anche l’Università di Palermo che permette agli studenti di poter effettuare dei tirocini formativi nel parco. Un’altra attività che è possibile intraprendere dentro il parco è l’Orienteering in un campo gara permanente, anch’esso salvo, per fortuna, dalla forza brutale dell’incendio. Non è la classica passeggiata con la bussola ma uno sport e uno strumento didattico. 

L’incendio di Casaboli ha certamente messo in ginocchio le aziende che vi operano ma la speranza di una rinascita esiste ed è visibile. «L’ecocampus è ancora qui – ci dice ancora Giacomo – la parte meno visibile, nascosta nelle vallate, con molta probabilità diventerà una gariga con scarso valore di biodiversità. La parte centrale del bosco per fortuna è rimasta sana. Gli animali si sono spostati qui e il bosco è ancora grande e fruibile. Noi vogliamo continuare a lavorare e vogliamo testimoniare che il bosco è vivo».
Domando se desidera inviare un messaggio a colui che ha bruciato il bosco ma Giacomo non trova una motivazione al gesto. «Tanti sono i motivi che sentiamo in giro. Se questo fosse stato un incendio naturale, come un fulmine ad esempio, l’incendio avrebbe comunque distrutto il bosco. Il problema è stata la gestione del bosco». 

Giacomo mi riaccompagna a Pioppo. Mentre percorriamo via Valle Tajo ci lasciamo alle spalle un bosco ancora ferito. Incontriamo un forestale. Ci indica una porzione di bosco che lui stesso ha piantumato nel corso degli anni, «Aspettiamo la pioggia», ci dice, intanto a bagnarsi sono i suoi occhi. 

L’intervista completa a Giacomo Buffa.

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