Monreale, alla ricerca dei bagni perduti

Da diversi anni mancano i servizi igienici pubblici. Una città inserita nell’itinerario “Arabo Normanno” non può certo chiudere gli occhi su quello che è un servizio importantissimo

1
Immobiliare Max

Monreale, 14 luglio 2017 – Il tema non è dei più nobili ma fa parte di quel genere che la natura consiglia di non evitare.
A Monreale da diversi anni mancano i servizi igienici pubblici. Una città inserita nell’itinerario “Arabo Normanno”, che grazie al suo Duomo riconosciuto patrimonio dell’UNESCO, non può certo chiudere gli occhi su un servizio importantissimo da offrire ai tanti turisti che vengono a visitare le bellezze della Cittadina Normanna. Le guide turistiche hanno spesso lamentato questa grossa deficienza sia sui social, sia facendolo notare direttamente all’amministrazione.
Spesso i gestori dei bar si ritrovano a dover accogliere schiere di viaggiatori che continuamente chiedono di poter usufruire dei WC. È ovvio che questo disservizio venga mal digerito anche dai commercianti, che per legge sono obbligati a permetterne l’accesso. Ecco allora che in certi orari cruciali questi si vedono i bagni assaltati, ma quando al via vai non corrisponde un aumento delle entrate, qualcuno giustamente mugugna.
Gli stessi operatori turistici incontrano grandi difficoltà ed anche un po’ di “vergogna” nel rispondere in maniera negativa alle richieste che gli arrivano da parte dei loro clienti su dove siano i bagni pubblici. Io stesso mi sono trovato diverse volte in difficoltà quando mi è stato chiesto di indicare dove si trovassero. Ricordiamoci che le funzioni fisiologiche, che non si è ancora trovato il modo di evitare, arrivano improvvise ed in quel momento che fare dunque quando ci si trova in quell’impellente bisogno?
Una Città meta di tanti visitatori che accoglie migliaia di persone durante tutto l’anno deve porre rimedio a quelle che possono essere le proprie urgenze fisiche. Insomma se Monreale non provvederà a dotarsi di gabinetti diventerà essa stessa un gabinetto. Ci sono angoli del centro storico che sono diventati orinatoi a cielo aperto, basta passare per sentirne il tanfo maleodorante.
Una possibilità che potrebbe essere sfruttata sarebbe quella di affidarne la ristrutturazione e la conseguenziale gestione, dopo un bando pubblico, a quei privati o associazioni interessate a ristrutturare e gestirne la conduzione. In questi ultimi anni sono diverse le richieste pervenute al Comune, ma senza avere ricevuto nessuna risposta o al massimo si sono sentiti rispondere che sarebbe stata l’amministrazione a riqualificare e gestire i vespasiani. Vespasiani, termine che nasce dall’imperatore romano Tito Flavio Vespasiano, il quale stando alla testimonianza di Svetonio, non solo li diffuse ma li sottopose a tassazione. E siccome i nostri politici ci hanno già riempiti di tasse senza offrirci dei servizi corrispettivi, se decidono che la gestione deve essere del Comune che almeno cerchino di farsi perdonare offrendoci dei gabinetti decenti. Avendo almeno il pudore di togliere qualche aliquota o balzello che hanno così generosamente applicato a ogni respiro della nostra vita.
Ma attenzione, se un tempo nel predisporre questo genere di edilizia si pensava principalmente agli uomini è importante ricordarsi che esistono le donne senza dimenticare i disabili.
Tutte queste osservazioni non vengano recepite come una critica al palazzo, ma desiderano essere un semplice dato informativo ad una città che dovrebbe fare dell’accoglienza un fiore all’occhiello.

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

1 Commento
  1. Anonimo dice

    Facciamo che sia un percorso Arabo…Normale.