Monreale. La ditta Mirto vince l’appalto per i rifiuti ma non assume tutti i lavoratori previsti dal bando. 8 rimangono fuori e passano alle vie legali

La ditta pagata dal comune per 66 unità ma ne occupa solo 58. L'ass. Cangemi: "C'è un contenzioso in corso sul costo del personale"

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Araba Fenice desk

Monreale, 18 maggio 2017 – Da febbraio attendono di essere assunti dalla ditta Mirto, la società di San Cipirello che si è aggiudicata a fine gennaio 2017 la gara d’appalto per la fornitura semestrale del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per il comune di Monreale. Un appalto di € 1.384.800,00, vinto con un ribasso del 60% su una base d’asta di 2.022.000 euro. La ditta aveva però dato seguito solamente all’assorbimento di 58 unità ex ATO PA2 (Alto Belice Ambiente), sulle 66 indicate nel bando di gara. Secondo la normativa regionale, infatti, il comune è tenuto ad inserire nel bando di gara l’obbligo di impiego, in via prioritaria, per tutti i lavoratori già dipendenti della società d’ambito che avevano negli anni lavorato per conto del comune. Sul capitolato d’appalto sono stati regolarmente riportati in calce nome e cognome di tutti gli aventi diritto (66 perché dei 69 originari 3 non avevano dato la loro disponibilità).

Ma 8 di loro sono ancora in attesa di essere convocati. Si tratta di Eleonora Alfano, Piero Failla, Salvatore Giordano, Girolamo Mazza, Salvatore Patellaro, Antonina Romano, Benedetto Sanghez, Francesco Vitanza, che hanno più volte chiesto delucidazioni alla ditta Mirto e alla stazione appaltante, nella figura del sindaco di Monreale, l’avv. Piero Capizzi. Di fronte alla inutili attese hanno deciso di rivolgersi ad un legale. L’Avv. Filippo Di Matteo ha così messo in mora la società Mirto srl e il comune di Monreale affinché diano, ognuno per le proprie competenze, piena ed immediata attuazione a quanto previsto dal capitolato speciale d’appalto, immettendo in servizio le 8 unità di personale. In caso di esito negativo alla formale richiesta, il legale procederà a presentare denuncia all’autorità giudiziaria. Della questione sono stati intanto informati l’Assessorato Regionale all’energia e ai servizi di pubblica utilità, la Prefettura di Palermo, la Procura della Repubblica, la Presidenza della Regione Siciliana, ma anche la Corte dei Conti della Sicilia. C’è infatti un altro elemento da chiarire.

Il bando di gara distingue all’interno della base d’asta di 2.022.000 euro la voce destinata al costo del personale e della sicurezza dei lavoratori (indumenti, DPI, DVR) che non può essere soggetta a ribasso d’asta. Si tratta di € 2.422,00 mensili, calcolati per ciascuno dei 66 lavoratori, che, per la durata di sei mesi, porta ad un totale di € 960.000,00. E’ questa la quota identificata per il personale (66 unità) ad incidere su un totale di € 1.384.800,00, che corrisponde alla cifra mensile di 230.800 €. Cifra regolarmente liquidata dal comune di Monreale alla ditta Mirto, nonostante vengano impiegate 58 unità e non 66, come verificabile dall’ultima determinazione dirigenziale del 12 aprile 2017, la numero 100, relativa alle spettanze del mese di marzo.

Il comune al momento starebbe versando alla ditta più di quanto spettante. 158.852 euro (€2.422,00 x 66) mensili a fronte di un dovuto di 140.476 euro (€2.422,00 x 58). Una differenza mensile di 18,376 € apparentemente non giustificata.

Sull’argomento abbiamo sentito l’assessore al ramo, il dott. Giuseppe Cangemi: “Sulla questione c’è un contenzioso con la ditta Mirto. Non ha impiegato i restanti 8 lavoratori perché ritiene che il conteggio sul costo del personale fatto dagli uffici comunali sia stato sottostimato. La ditta ha presentato una diversa valutazione alla quale abbiamo risposto con una contro deduzione del comune, motivata e dettagliata. Abbiamo quindi sollecitato ulteriormente l’impiego delle 8 unità non ancora assunte”.

Per l’assessore non è quindi detta la parola fine su una questione che tiene in fibrillazione 8 famiglie monrealesi. Inoltre non ci sarebbe neanche il rischio per il comune di incorrere in danno erariale: “Abbiamo finora liquidato la fatture dei primi tre mesi. L’affidamento scade il 30 giugno. Con le ultime fatture, ricalcolato l’effettivo impiego e costo del personale, decurteremo le somme non dovute”.

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