Via Gravina, ad un anno dalla “bonifica” l’area nuovamente invasa da erbacce e a rischio incendi

Necessita un progetto di riqualificazione dell'area. Bisogna evitare soluzioni tampone e spreco di denaro pubblico per giungere ad una soluzione definitiva

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onreale, 12 maggio 2017 – A luglio dello scorso anno,  con la determina n.821, era stata affidata alla Ditta Movinter la pulizia (a mezzo di un escavatore) dell’area “verde” ricadente in Via Francesco Gravina, per un importo pari a 3.000,00 euro più IVA.

Tale intervento prevedeva la rimozione delle erbacce e del canneto che infestavano l’appezzamento di terreno in questione, lasciato totalmente all’incuria, e soggetto, per via delle erbacce rinsecchite, ad eventuali eventi incendiari che avrebbero potuto causare molti disagi ed anche pericoli agli edifici di civile abitazioni prospicienti l’area suddetta.

Ad un anno dalla “bonifica” quello che si ripresenta agli occhi di tutti è lo stesso ed identico scenario del 2016. I rovi sono ritornati a “fiorire” più rigogliosi di prima, il canneto rigermogliato è nuovamente cresciuto vanificando il lavoro e le risorse economiche investite per far sì che questo luogo potesse non più essere habitat per ratti ed altri svariati animali.

In diverse occasioni abbiamo scritto (VEDI ARTICOLO) evidenziando questo problema e sottolineando anche che determinate opere di pulizia che riguardano le aree verdi non possono essere improvvisate o risolte con una pala meccanica. Bisogna intervenire, e qui il termine cade a pennello, alla radice, adottando quelle svariate tecniche che con l’utilizzo di diserbanti naturali facilmente reperibili in commercio possano portare ad una soluzione definitiva.

Non si può costantemente operare con soluzioni tampone che implicano l’esborso, inutile, di danaro pubblico, se si vuole porre fine al problema bisogna attuare interventi definitivi che, seppur potendo implicare una maggiore spesa, restano senza dubbio le soluzioni migliori per far sì che il fatto non si ripeta. Serve oculatezza e lungimiranza, cosa che spesso è latitante da parte degli organi competenti.

Basterebbe, intanto, cominciare a prevedere un progetto di riqualificazione che di certo comporterebbe un grosso sforzo per le casse comunali ma di contro eviterebbe il ripetersi di investimenti economici annuali che alla fine non servono a nulla, dato che ciò che verrebbe fatto sarebbe da rifare l’anno successivo.

Inoltre, a tutto questo si aggiunge la sfiducia dei cittadini che si vedono invitati da un’ordinanza sindacale a pulire i propri terreni onde evitare l’innescarsi di focolai, mentre vedono “predicare bene e razzolare male”. Se l’esempio costruttivo non arriva da chi ci amministra non si può pretendere che i cittadini, seppur giustamente “avvisati”, pongano rimedio a ciò che gli viene “ordinato” di fare. 
“Un grammo di buon esempio vale più di un quintale di parole” (San Francesco di Sales)

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1 Commento

  1. Anonimo dice

    la cosa piu bella e che la ditta non ha finito i lavori perche doveva togliere tutto ma li ci sono ancora i resti del materiale tagliato . forse perche non hanno avuto mil pagamento per intero , visto che a nessuno dell’amministazione gli e’ interessato .