La legge regionale e la “strage” dei sindaci siciliani, il sindaco di Monreale rischia la fascia tricolore?

L’Anci annuncia battaglia contro il provvedimento del Governatore Crocetta che ha già fatto decadere 7 sindaci

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Monreale, 14 aprile 2017 – Vi sarebbe il concreto rischio che avvenga una “strage” di sindaci di mezza Sicilia e sette sono già le prime teste di altrettanti primi cittadini a essere saltate. Stiamo parlando del decreto del presidente della Regione Rosario Crocetta che ha dichiarato la sospensione dei primi cittadini e giunte a causa della mancata approvazione dei bilanci di previsione nei termini di legge. È la conseguenza immediata di una modifica alla normativa, introdotta con una norma regionale di interpretazione autentica che ha sancito, con effetto retroattivo, il principio secondo il quale la decadenza del consiglio comunale determina automaticamente anche la decadenza di sindaco e giunta.

La legge regionale, qualora attuata, farebbe decadere una miriade di sindaci siciliani tra cui anche quello del comune di Monreale. Il consiglio comunale a Monreale sarà chiamato ad approvare il bilancio di previsione 2017 durante la prossima seduta di Consiglio Comunale del 19 aprile: troppo tardi per la norma che avrà effetto retroattivo.
Intanto, come detto, i sindaci dei comuni di Casteldaccia, Calatafimi Segesta, S.Piero Patti, Castiglione di Sicilia, Valdina, Monforte S.Giorgio e Monterosso Almo sono decatuti a seguito del provvedimento crocettiano.
I sindaci non resteranno certo a guardare. Per questo il Consiglio regionale dell’Anci Sicilia si riunirà martedì prossimo a Villa Niscemi, a Palermo, per valutare “ogni possibile iniziativa legale” contro la norma.

“Si tratta di una vicenda gravissima che rischia di coinvolgere la stragrande maggioranza dei comuni siciliani che ha approvato in ritardo i bilanci 2016 e non ha ancora potuto approvare il previsionale 2017 anche a causa della mancata approvazione del bilancio regionale e dall’assenza di dati sui trasferimenti regionali – dicono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia. La convocazione del Consiglio regionale è stata decisa “al fine di valutare ogni possibile iniziativa legale contro un provvedimento che sta determinando un gravissimo stravolgimento delle scelte democratiche dei cittadini”.

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