Turismo a Monreale: le strutture ricettive lamentano l’assenza di eventi di richiamo

Calo delle presenze a gennaio e febbraio. Tante le strutture ricettive, ma con standard qualitativi sensibilmente diversi

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Monreale, 20 marzo 2017 – Nei mesi di gennaio e febbraio 2017 a Monreale è stato registrato un netto calo delle presenze rispetto agli stessi periodi degli anni precedenti. La denuncia arriva da alcuni gestori di strutture ricettive, che non si spiegano cosa possa avere inciso così negativamente sull’appeal della città, tra l’altro in un periodo, quello dei primi mesi dell’anno, già storicamente fiacco.

Dopo i due precedenti articoli (LEGGI QUI E QUI)  continuiamo il viaggio all’interno dello strano mondo del turismo monrealese, visto stavolta attraverso gli occhi di chi cerca, con molta difficoltà, di fare impresa, i proprietari delle strutture ricettive, soffermandoci sulle peculiarità del turismo che sceglie di pernottare a Monreale, e dell’indotto che esso genera.

Alcuni dati. L’area di provenienza dei turisti che decidono di sostare per almeno una notte nella città (la permanenza media è di 1,9 notti) è soprattutto domestica. Il 60% è costituito da italiani. Del restante 40% sono i tedeschi i maggiori estimatori delle bellezze monrealesi, seguiti da spagnoli, svizzeri, francesi. A questa statistica sulla loro provenienza sfuggono quindi i turisti che transitano dal paese giusto quel paio d’ore necessario ad effettuare una breve visita al duomo, per poi avviarsi verso altri itinerari.

Sono 37 le strutture ricettive iscritte su booking.com, il principale sito mondiale di prenotazioni: 3 case vacanze, 5 affittacamere, 1 albergo, 14 B&B, 3 agriturismi. Una offerta ampia, caratterizzata da standard qualitativi differenti, anche se in alcuni casi si registra un livello talmente basso dei servizi offerti alla clientela da fare lievitare le critiche sui social network, come su tripadvisor. E’ soprattutto il caso di quelle strutture non presenti, stranamente, sul sito della provincia di Palermo, dove è possibile trovare l’elenco di quelle dotate di licenza con relativa qualifica. Una condizione che, oltre a penalizzare le strutture in regola, chiamate a sostenere costi maggiori per il rispetto delle norme, tende a squalificare l’immagine dell’offerta ricettiva monrealese nel suo complesso.

Negli ultimi anni non si è registrato un aumento dei visitatori. Si tratta sempre di un turismo stagionale, concentrato soprattutto nei mesi di maggio e settembre, con buoni livelli anche ad agosto, mentre le strutture si svuotano nei restanti mesi dell’anno.

L’estate monrealese, i concerti, le notti bianche (queste ultime organizzate lo scorso anno dall’associazione dei commercianti), la settimana di musica sacra (anche se l’edizione 2016 ha registrato un numero di ospiti inferiore ai precedenti anni), hanno contribuito ad una crescita delle presenze con positive ripercussioni per gli esercenti della ristorazione, mentre non ne hanno tratto minimamente beneficio albergatori e B&B, che necessitano di eventi caratterizzati da un richiamo regionale tale da spingere i visitatori ad optare per il pernottamento. Oltre alla festa per il SS. Crocifisso, sono stati i tornei di scacchi, la gara di Go Kart svoltasi nel circuito cittadino e soprattutto la gara di Mountain Bike sviluppatasi all’interno del bellissimo bosco di Casaboli, (queste ultime due esperienze già archiviate), ad avere riempito le loro camere. L’applicazione della targa UNESCO, spiegano gli operatori del turismo, da sola non è riuscita sinora a fare registrare un significativo aumento nel numero delle prenotazioni. Necessita una programmazione continua di eventi di rilievo, dotati di una forte capacità attrattiva per i visitatori residenti al di fuori della provincia palermitana. Manca, lamentano molti operatori, la capacità di una gestione imprenditoriale dell’industria del turismo e di una adeguata operazione di marketing.

Dopo il superamento dell’emergenza rifiuti e il miglioramento delle condizioni di pulizia delle strade, il prossimo passo deve essere l’investimento in una campagna promozionale condotta a livello nazionale e internazionale per fare conoscere tutte le bellezze del territorio, compreso il ricco patrimonio naturalistico, per aumentare il ventaglio di offerte che possano spingere i turisti a sostare per più giorni in città.

Lavorare su eventi di piccolo cabotaggio può servire solamente a fare vendere sporadicamente più gelati, o a riempire i tavolini delle pizzerie o dei ristoranti che gravitano intorno alla piazza in occasione del singolo particolare evento, lasciando il vuoto per il resto dell’anno.

Castellaccio (Castello di San Benedetto), San Martino con la sua Abbazia Benedettina e il suo bosco, ma anche le numerose chiese ricche di opere d’arte, sono elementi preziosi per una promozione del territorio che deve guardare oltre al Duomo Arabo Normanno o al riconoscimento UNESCO, che, da soli, possono solamente incrementare i numeri del turismo “mordi e fuggi”.

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