L’8 marzo, una data che profuma eccessivamente di mimose

Gli uomini e le donne, oggi, non devono festeggiare nulla, non devono ricordare nulla che non sia la "normalità", cioè il rispetto per l'essere donna

Immobiliare Max

Monreale, 8 marzo 2017 – Fiori gialli, articoli, post, cioccolatini, cene, dibattiti, convegni… una giornata, l’8 marzo, che profuma eccessivamente di mimose.

La donna non necessita di null’altro che non sia la “normalità”.

Maria ha studiato, una laurea, abilitazioni e master sarebbe proprio l’architetto ideale per quella azienda, ha presentato il curriculum, ha superato il colloquio brillantemente…ma è incinta!!!!

Lucia torna a casa, fa la commessa e quando rientra stanca Mario è già lì sul divano. Il marito la bacia teneramente e le chiede cosa preparerà per cena mentre ancora Lucia cerca di disincagliarsi dai sacchi della spesa….

Antonella è una mamma che corre dalla mattina alla sera, lavora in casa, lavora fuori casa, fino a tarda notte è lei a pensare a tutto ed è la prima al mattino ad alzarsi perché tutto sia più agevole per i suoi cari.

Ma se cancellassimo Maria, Lucia, Antonella dalle slide della vita quotidiana il mondo sarebbe lo stesso? I figli, i mariti, i datori di lavoro, i governanti soltanto allora comprenderebbero quanto è importante il contributo delle donne?

Gli uomini e le donne, oggi, non devono festeggiare nulla, non devono ricordare nulla che non sia la “normalità”, cioè il rispetto per l’essere donna che merita come ogni altra persona umana di godere appieno dei suoi diritti, che sia apprezzata senza alcuna discriminazione di genere per i suoi meriti e le sue qualità.

Oggi 8 marzo, come ieri, è un giorno in cui le donne lottano. Combattono per non essere schiacciate da una società maschilista che ancora impera e che perpetua il suo status quo.Vogliamo parlare delle leggine, delle quote rosa…? Riflettiamo bene!!! Ci sono premier che governano uno stato post moderno, che promulgano leggi in difesa delle donne, contro il fenomeno dello stalking ma che finanziano postriboli e pagano minorenni per servigi “speciali”. Gli slogan non servono agli uomini e non abbisognano nemmeno alle donne che sono ugualmente capaci e con i medesimi diritti.

È ora di seminare fiori immarciscibili sul terreno fertile di una società capace di assaporare l’essenza dell’uguaglianza pur nell’accettazione delle differenze.

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