Kung-fu e psicologia. Un itinerario di benessere psico-fisico.

Il dottore in psicoterapia Giacomo La Mantia e il maestro di Kung fu, Salvatore Di Gesù: un progetto educativo per prevenire la violenza giovanile e canalizzare le pulsioni in età adulta

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Monreale, 2 marzo 2017 – L’importanza che il ruolo dello sport ha rivestito nelle civiltà di ogni tempo è innegabile, come strumento di educazione e formazione. Nell’antica Grecia l’educazione del corpo era ritenuta prioritaria per rendere i giovani forti e pronti a sostenere le fatiche e le controversie della vita. Ma non è soltanto il mondo occidentale a comprendere che la formazione integrale della persona non può prescindere dall’educazione che include la disciplina del corpo. Nel mondo orientale il benessere di corpo e psiche rientra nella sfera che educa la persona senza prescindere dall’equilibrio delle altre due.

Due monrealesi da decenni hanno fatto loro il messaggio che valorizza lo sport come itinerario di benessere psico-fisico. Il dottore in psicoterapia Giacomo La Mantia e il maestro di Kung fu, Salvatore Di Gesù.
La Mantia, come psicoterapeuta, si sofferma sull’importanza dell’approccio della psicologia traspersonale in correlazione al Kung fu e propone un modello psico-fisico-spirituale, in dialogo con diverse discipline.
L’esperienza di entrambi si realizza nel territorio a partire dal 2001, anno in cui presentano un progetto che ha come finalità il superamento delle paure quotidiane nei bambini in età scolare che permetta di canalizzare la rabbia e la trasformi in energia positiva. Il progetto pilota parte nell’Istituto comprensivo statale “Monreale II” e viene riproposto nel 2002/2003. I risultati sono stati sorprendenti, soprattutto nei soggetti con deficit psico-motori. Il Kung fu ha diminuito le insicurezze, le paure, le ansie, ha rafforzato la capacità di programmare, ha migliorato il tono muscolare, la postura, l’equilibrio.
Il Kung fu è una disciplina nata in Cina e letteralmente significa “sapere cosa fare-abilità nell’esercizio”. E’ una disciplina che deriva dall’antica arte del combattimento ma non è semplicemente uno sport, è un insieme di tecniche di arti marziali che risentono della filosofia Taoista e del Confucianesimo.
Lo scopo del Kung-fu, infatti, non si esaurisce nel combattimento e nella sconfitta dell’avversario, le priorità che i maestri insegnano agli allievi sono relative ad una nuova concezione della vita. Il Kung-fu potenzia il coraggio, l’autocontrollo, la disciplina. Indica un percorso che struttura verso un impegno costante verso se stessi e verso l’altro. L’avversario non è il nemico da sconfiggere ma la lotta serve al combattente per superare i propri limiti per migliorarsi. Cambia la concezione dello spazio e del tempo e assumono un nuovo significato dedizione e pazienza.
Il messaggio di La Mantia e Di Gesù vuole rimanere vivo tra i giovani e i genitori per promuovere un modo di intendere l’esistenza che sappia convertire la rabbia e la violenza in un piano di equilibrio tra corpo e psiche. Il nostro mondo è pieno di casi di violenza concludono i due operatori sociali; assistiamo al dilagare del bullismo, della violenza domestica, della cyber violenza, prevenire la violenza giovanile e canalizzare le pulsioni in età adulta è una delle prerogative del Kung fu e noi crediamo, dice La Mantia, in questa progettualità educativa.

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