Educare attraverso il divertimento. Ad Educarnival, la scuola P. Novelli presente con Coro e Capoeira

Alle 15,00 la sfilata con i costumi realizzati da docenti e genitori. Il tema scelto: le "creature del mare" (Fotogallery)

acqua park

Monreale, 24 febbraio 2017 – Domenica 26 Febbraio, la D.D. P. Novelli parteciperà alla terza edizione della manifestazione Educarnival, alla quale prenderanno parte circa 20mila studenti di svariate Istituzioni Scolastiche della Provincia di Palermo.

Gli alunni della Novelli si esibiranno, alle h.12,00, presso P.zza Verdi, in due performance significative, relative al Coro e alla Capoeira, divenuti ormai “elementi distintivi” di una scuola il cui “modus operandi”  si fonda sul principio pedagogico prioritario della valorizzazione delle Skills Life o competenze di vita e che intravede, nella sperimentazione musicale precoce, la via maestra per il raggiungimento, da parte dei futuri cittadini, del senso artistico e dell’acquisizione del concetto trasversale di “Bellezza e Armonia”.

Alle 15,00 parteciperanno alla grande parata in maschera, che si avvierà dalla Cattedrale, lungo Corso Vittorio Emanuele fino i Quattro Canti, per poi dirigersi su via Maqueda alla volta di Piazza Verdi.

Lo sfondo integratore individuato, per la rappresentazione di maschere artistiche di notevole impatto scenografico, riguarda il suggestivo mondo delle “creature del mare”.

I costumi realizzati sono il frutto di una fattiva e sinergica collaborazione tra scuola e famiglia. Docenti e genitori hanno lavorato gomito a gomito, senza sosta, integrando le risorse presenti, attraverso la comunione d’intenti e di autentiche eccellenze creative, accomunate dal medesimo obiettivo: contribuire alla vita di una scuola in continuo fermento.

Tale sinergia offre uno spaccato reale di come un contesto scolastico realmente all’avanguardia non possa esistere senza il contributo di ogni singolo segmento costitutivo di una società, di cui la scuola risulta essere lo specchio più fedele. Solo attraverso esperienze che integrano e potenziano il contributo delle fondamentali agenzie, costitutive di un determinato humus sociale, si può realizzare un concetto di scuola diverso, centrato sulla considerazione della stessa come il fondamentale fulcro propulsore di idee innovative e l’autentico Polo Culturale del territorio in cui quotidianamente opera.

Il lavoro certosino delle “mamme”, l”estro e la cura dei dettagli, hanno permesso la realizzazione di vere e proprie opere di raffinato artigianato, degne dei migliori Atelier. Per tale motivo la scuola ha deciso di esporre al pubblico i costumi realizzati, proprio per rendere omaggio all’impegno meravigliosamente profuso che è l’esempio più evidente dell’amore e della dedizione verso una forma d’arte fondata sul cesello manuale e del profondo rispetto nei riguardi del luogo preposto, per eccellenza, all’educazione delle future generazioni.

Il Carnevale, in realtà, è sempre stato un grande laboratorio artistico, un teatro a cielo aperto, dove opere di pregio si intrecciano con una creatività più popolare ma ugualmente significativa; si pensi ad esempio al Carnevale storico per eccellenza: il Carnevale di Venezia. Per i bambini, poi, esso rappresenta un periodo magico, dove poter indossare la maschera del proprio personaggio preferito, immedesimarsi in esso, scherzare, giocare e vivere in libertà.

La maschera, d’altronde, consente di azzerare le differenze, spesso esercita un valore catartico, in grado di conferire una sorta di inaspettato coraggio temporaneo, che può permettere, persino al timido, un approccio più ardito e meno inibito. Nella grande festa del Carnevale ciascuno può abbandonare le proprie paure e le angoscia quotidiane, i normali rituali di una vita sempre uguale, per ritrovarsi in una nuova dimensione, dove ogni cosa diventa possibile, come diventare una principessa, un supereroe o il Pirata dei Caraibi e dove si può realizzare, con leggerezza, in una porzione temporale definita, la momentanea realizzazione di sogni e di una fugace e agognata spensieratezza.

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“A Carnevale ogni scherzo vale”.
E allora, dai, fammene uno
che mi sorprenda come nessuno.
Fammi uno scherzo che duri una vita
e che la gente ne sia sbalordita.
Fa’ che svegliandomi, il sabato grasso,
a bocca aperta rimanga di sasso,
uscendo fuori e vedendo, d’un tratto,
che tutto il mondo è stato rifatto.
Son tutti buoni, sono felici,
d’un colpo tutti dei buoni amici,
grandi sorrisi, gesti garbati,
tutti si sentono compresi ed amati.
E poi, alla fine del Carnevale, 
fa’ che lo scherzo ancora vale.
Germana Bruno

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