Ospedale Ingrassia: Sei morti in 48 ore a seguito di intervento di chirurgia ortopedica. La critica dell’ANIO

L’Asp di Palermo rigetta le accuse e denuncia per procurato allarme l’ANIO

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Palermo, 23 febbraio 2016 – “Sei morti in 48 ore a seguito di intervento di chirurgia ortopedica eseguito all’interno dell’ospedale Ingrassia di Palermo”. A denunciare l’accaduto è la ANIO (Associazione Nazionale per le infezioni Ossee) che nella giornata di ieri è venuta a conoscenza di 6 morti dovute a complicazioni post-intervento di chirurgia ortopedia.

Ma la direzione strategica dell’Asp di Palermo rigetta le accuse e denuncia per procurato allarme l’ANIO.

“Un paziente – afferma Calsabianca, segretario nazionale ANIO – che presentava la rottura di un femore, dopo essere entrato in ospedale il 31 gennaio, sarebbe stato operato solo il 4 febbraio anche se il protocollo dice che un caso del genere va operato entro massimo 48 ore, soprattutto se il soggetto è anziano. L’8 febbraio l’intervento viene revisionato poiché lo stesso non era andato a buon fine. Il 12 febbraio i medici si accorgono che il paziente ha dei problemi respiratori; viene eseguita una Tac e viene diagnosticata una polmonite, in rianimazione non ci sono posti e il paziente rimane nel reparto di medicina. Il paziente muore il 15 febbraio”. Nella giornata del decesso del paziente, come racconta Calsabianca, i familiari di altri 5 pazienti deceduti, segnalano lo stesso iter che avrebbe condotto alla morte il proprio familiare: operati in ortopedia, spostati per la complicazione di polmonite a distanza di pochi giorni e deceduti subito dopo.

“Ci può stare nella statistica – continua Calsabianca – che in un paziente anziano, restando allettato, la polmonite possa sopravvenire come una complicanza, ma i fatti accaduti uno dietro un altro fanno pensare che almeno la sala operatoria potrebbe aver bisogno di una decontaminazione”.

Il segretario nazionale di ANIO ha chiesto l’immediato intervento della magistratura per fare luce su questi episodi. L’ospedale Ingrassia, secondo il segretario nazionale ANIO, non sarebbe nuovo a questo genere di problematiche che sono state anche oggetto di discussione a livello nazionale e messe in risalto in passato proprio dalla ANIO: “Nelle statistiche del Ministero della Salute – dichiara – l’Ingrassia è tra i primi centri in Italia per morti post interventi di ortopedia chirurgica”.

“Non è accettabile una realtà del genere – continua ancora il Segretario Nazionale di ANIO Girolamo Calsabianca – vogliamo chiarezza e l’intervento immediato della Regione e del Ministero della Salute. Le fratture di femore nei soggetti a rischio vanno operate entro 48 ore e non dopo 4 giorni. Non è ammissibile che si debba morire per una frattura al femore, e che addirittura il conseguirsi di più decessi in pochi giorni non attivi la direzione ad un controllo per valutare se è necessario una decontaminazione del reparto o del sito operatorio. Chiediamo chiarezza immediata e giustizia civica”.

La direzione strategica dell’Asp di Palermo ha intanto denunciato per procurato allarme l’Associazione nazionale per le infezioni osteo-articolari. “La gravità e la falsità delle affermazioni scritte nel comunicato – si legge in una nota dell’Azienda sanitaria provinciale – impongono una risposta ferma e decisa. Tuteleremo l’onorabilità dell’ospedale e la professionalità degli operatori in tutte le sedi competenti”.

Calsabianca ribatte e chiede all’azienda ospedaliera di prendere dei provvedimenti quando accadono fatti simili a quelli accaduti negli ultimi giorni. “Il problema non sta nella statistica degli avvenimenti e nemmeno vogliamo buttare fango sulla struttura. Chiediamo chiarezza immediata e giustizia civica”.

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