La figlia del boss lo Bue assunta al comune di Corleone, chiuse le indagini

La notifica è stata inviata a Fabio Termine, i giudici decideranno sull’eventuale rinvio a giudizio

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Corleone, 15 febbraio – Ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini Fabio Termine, funzionario del comune di Corleone, che dovrà difendersi dall’accusa di falso e abuso d’ufficio in relazione a due diverse vicende: la presunta assunzione senza che fosse bandito un concorso della figlia del boss Rosario Lo Bue nel 2015 e l’affidamento del servizio riscossione e accertamento dei tributi alla Asmel avvenuto nel 2013, eventi che portarono alla decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il comune di Corleone. A darne notizia è GdS.

A coordinare le indagini della Digos è stata la Procura di Termini Imerese nella persona di Alfredo Morvillo e del sostituto Faletra. Spetterà adesso ai giudici la valutazione di una eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Fabio Termine giudicò “una mera svista” la mancata pubblicazione sull’Albo Pretorio del bando per il reclutamento di una unità di personale come assistente igienico-sanitario nella scuola Giuseppe Vasi di Corleone. Da quel bando arrivò una sola domanda, quella di Enza Lo Bue, figlia di Rosario arrestato nel novembre 2015 perché ritenuto il capo mandamento del Corleonese.

L’esternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi invece, fu approvata con una delibera di giunta. L’operazione fu considerata sospetta già nel 2013 e generò non poche polemiche. La scelta di affidare il servizio alla Asmel tra l’altro non migliorò la situazione economico-finanziaria del comune di Corleone, anzi, la peggiorò; le entrate derivanti dai tributi calarono del 40%, si passò dal 73 al 25 per cento. Tra gli utenti morosi furono scoperti esponenti di spicco legati agli ambienti di Cosa nostra.

 

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