San Valentino, le reliquie del Santo dell’Amore conservate nella chiesa di San Castrense

Per via della grande popolarità del Santo protettore degli innamorati vi è stato un grande movimento delle reliquie considerate “miracolose”

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Monreale, 14 febbraio 2017 – Oggi ricorre San Valentino, come dimenticarlo visto la martellante pubblicità a cui soprattutto gli uomini sono stati sottoposti.

In un’epoca passata….clarinetto, mandolino, una bella voce, quattro amici e ci si incamminava verso l’abitazione dell’amata, sperando di non essere beccati dal padre. Di certo non si aspettava San Valentino, ogni giorno era una data speciale per dire alla propria donna quanto la si amava. Le usanze sono un po’ cambiate e, in qualche caso anche peggiorate, le gif animate dei social hanno rubato la scena alla romantica serenata.

Mettendo da parte l’evoluzione dei tempi e il consumismo, spostiamo l’attenzione sul perché della data e della scelta del Santo.

Oltre Terni anche Monreale conserva gelosamente le reliquie di San Valentino. Morì il 14 febbraio e si dice che abbia perso la vita non per un amore, ma per l’amore, diventando così il Santo dell’Amore. Per via della grande popolarità del Santo protettore degli innamorati, vi è stato un grande movimento delle reliquie considerate “miracolose”. Alcune sono custodite all’interno di un reliquiario a muro contenente spoglie di diversi santi martiri nella chiesa di San Castrense nel comune di Monreale. Mentre le spoglie mortali di Valentino vennero inumate sulla collina di Terni al miglio LXIII della Via Flaminia, nel punto esatto in cui è sorta nel IV secolo la Basilica dedicata al martire.

Per quanto riguarda la scelta della data, dicevamo, essa segna la morte di San Valentino. La sua origine coincide con il tentativo della Chiesa cattolica di «cristianizzare» il rito pagano per la fertilità. Per gli antichi romani febbraio era il periodo in cui ci si preparava alla stagione della rinascita. A metà mese, fin dal quarto secolo a.C., iniziavano le celebrazioni dei Lupercali, per tenere i lupi lontano dai campi coltivati. I sacerdoti di questo ordine entravano nella grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo, e qui compivano sacrifici propiziatori. Contemporaneamente lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali. I nomi di uomini e donne che adoravano questo Dio venivano inseriti in un’urna e poi mischiati; quindi un bambino estraeva i nomi di alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. E come si è arrivati da questi riti a San Valentino? I padri precursori della Chiesa, decisi a mettere fine a questa pratica licenziosa, vollero trovare un santo degli innamorati per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò la festa pagana decretando che venisse seguito il culto di San Valentino.

 

 

 

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