Altro monito della Corte dei Conti per Monreale. Lo Biondo: “Fallimento dell’amministrazione”

Sono le parole di Massimiliano Lo Biondo (PD) sulle criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

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Monreale, 9 febbraio – Il monito della Corte dei Conti sulla situazione finanziaria della città lascia pensare, secondo Lo Biondo, ad un serio rischio che la situazione possa andare fuori controllo.

“Mancanza d’indicatori di efficacia, efficienza e di economicità; mancanza di un sistema di contabilità economica per la misurazione dei costi e dei ricavi per valutare l’efficienza dell’azione amministrativa; persistenza di problematiche gestionali che, di fatto, hanno impedito l’approvazione del piano esecutivo di gestione (PEG); mancata definizione di metodologie di controllo strategico; mancata attivazione di controlli sugli equilibri finanziari; mancata definizione di un sistema di controllo degli organismi partecipati; mancato controllo della qualità dei servizi erogati”. Sono queste le criticità mosse dalla Corte dei Conti agli amministratori monrealesi durante l’adunanza del 21 dicembre 2016. Criticità rispetto alle quali la corte dei conti chiede, nero su bianco, l’adozione delle necessarie misure. Sulla questioni interviene Massimiliano Lo Biondo, componente della commissione provinciale del Pd.

“Questo risultato – dichiara Lo Biondo – è stato raggiunto, si fa per dire, nonostante tre assessori al bilancio che si sono succeduti, un esperto esterno sul bilancio e finanche il sostegno di qualcuno dell’opposizione che ha favorito l’approvazione dei bilanci che hanno portato questi risultati. Mi chiedo, infatti, come dei componenti dell’opposizione, non tutta, abbiano potuto votare i bilanci, accusando chi invece della maggioranza non ha votato quei bilanci che oggi la Corte dei Conti contesta su fatti concreti e preoccupanti”.

Lo Biondo giudica inoltre “un fallimento, un non cambio di logica, una delusione rispetto alle attese” l’azione politico-amministrativa dell’attuale amministrazione comunale. “Auspico – continua – che la smettano di litigare, di parlare di rimpasti, di auto-conservazione e comincino a rispondere alle attese dei cittadini e della città”.

Lo Biondo considera la delibera della Corte un preoccupante segnale il quale “lascia pensare che la situazione, se non lo è già, rischi di andare fuori controllo perché non monitorata. A questo punto mi chiedo secondo quali meriti l’amministrazione abbia potuto riconoscere poco meno di 10 mila euro di produttività al segretario generale? Il mio timore che quest’amministrazione guarda, erroneamente, la punta delle scarpe anziché la strada che deve percorrere”.

 

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