Palermo, udienza preliminare caso “Poste Private”. 976 persone offese. Si presentano in 6

Giangrande: "Sono sereno e fiducioso nella magistratura. Ho chiesto di essere ascoltato. Ho le ricevute dei pagamenti. Dimostrerò la mia innocenza"

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Palermo, 24 gennaio 2017 – Si è tenuta questa mattina, presso l’aula Bunker del carcere Ucciardone, a Palermo, l’udienza preliminare sul caso Poste Private.

Il procedimento è stato avviato nei confronti di tre persone: Nunzio Giangrande, di Monreale, rappresentante legale ed amministratore della ditta individuale “Servizi Postali di Giangrande Nunzio”, Maria Rita Cangemi, nata a Palermo ma domiciliata a Chiusa (BZ), Francesco Sillitti, di Caltanissetta, direttore dell’Agenzia n. 8 di Palermo della Banca Nazionale del Lavoro.

Il processo, nel caso in cui il GIP deciderà per il rinvio a giudizio degli imputati, si prevede possa assumere grandi dimensioni.

Sono 976 le persone inserite nell’elenco delle persone offese. Condizione che aveva fatto propendere il Giudice per l’udienza Preliminare, il dott. C. Vincenti, a scegliere l’aula bunker per la sua capacità di accoglienza.

Pochissime invece le parti offese presentatesi questa mattina in tribunale. Solo 6.

1590 contestazioni nei confronti del Giangrande riguardano il reato di cui all’art. 646 c.p.. Secondo l’accusa, Giangrande, per procurarsi un ingiusto profitto, si sarebbe appropriato di alcune delle somme di denaro ricevute dai clienti dell’agenzia monrealese di corso Pietro Novelli che gestiva in prima persona.

Ad essere vittime, ma è ancora tutto da dimostrare, della truffa sarebbero stati quindi anche i clienti di numerose agenzie di Palermo, ma anche di Castelbuno, Cerda, Villabate, Balestrate, Santa Flavia, Porticello, Ficarazzi, Termini Imerese, Terrasini, Altofonte, Lascari, Partinico, Bagheria, Casteldaccia.

L’inchiesta nasce negli anni 2011/2013. Giangrande era riuscito a creare un impero affiliando alla sua società madre più di 50 agenzie di “Servizi Postali” in tutto il territorio siciliano.

In quegli anni migliaia di utenti solevano rivolgersi alle agenzie private per il pagamento di utenze o di acquisti vari. Ma secondo l’accusa il versamento delle somme nei confronti di ENEL, Agenzia delle Entrate, Edison, Cusuman Gas, Serit Sicilia, AMG GAS, Giordano Vini SPA, ENI SPA, finanziarie varie ed altre società, non sarebbe stato mai effettuato. Giangrande si sarebbe appropriato delle somme. Il Pubblico Ministero, dott. Paolo Guido, ha così richiesto il rinvio a giudizio dell’imprenditore monrealese.

Al Giangrande viene inoltre contestato il reato di cui all’art. 131 ter del Testo Unico Bancario, perché con la sua società avrebbe prestato servizi di pagamento senza esserne autorizzato, e del reato di cui all’art. 81, 468, II comma c.p., perché, “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, contraffaceva uno strumento destinato a pubblica autenticazione o certificazione (segnatamente la stampigliatura impressa dagli uffici di Poste Italiane di avvenuto pagamento dei bollettini postali, recante codice, data e importo dell’operazione di sportello), o comunque ne faceva uso.

Francesco Sillitti è invece accusato del reato di cui all’art. 55 comma 1 del D.Lvo 231/07 perché, in qualità di Direttore dell’Agenzia n. 8 di Palermo della Banca Nazionale del Lavoro, contravveniva all’obbligo di identificazione e di adeguata verifica della clientela, commesso nell’agosto 2012.

Il GUP ha fissato le prossime udienze per determinare se procedere o meno al rinvio al giudizio per i giorni 8 e 10 marzo 2017. Giorno 8 procederà ad inserire eventuali nuovi soggetti tra le persone offese, mentre il 10 con molta probabilità verrà ascoltata la dichiarazione di Nunzio Giangrande che, tramite i suoi legali, ha chiesto questa mattina di essere interrogato.

Abbiamo ascoltato Nunzio Giangrande che si è sempre dichiarato innocente ed a sua volta vittima di una truffa : “Sono sempre stato e continuo ad essere fiducioso nel lavoro della magistratura e del GUP, il Dott. Vincenti, per come hanno svolto il loro lavoro”.

Giangrande si mostra sereno e sicuro di potere dimostrare la sua innocenza: “Ho chiesto oggi di essere ascoltato, e giorno 10 avrò l’opportunità di dimostrare la mia innocenza. Porterò infatti le ricevute dei pagamenti effettuate da me per conto degli utenti, ricevute con il regolare timbro delle Poste Italiane, alle quali noi versavamo regolarmente le somme percepite dalla clientela. Non ho potuto farlo prima perché la documentazione era stata posta sotto sequestro. Avrò finalmente la possibilità di spiegare i vari passaggi di questa triste vicenda”.

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