Scuola, Rete degli Studenti Medi parte l’iniziativa contro il freddo: #Plaiday

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Monreale, 16 gennaio – Già da qualche anno la Rete degli Studenti Medi si fa portavoce della situazione invivibile nelle scuole siciliane riguardante le temperature bassissime e il malfunzionamento dei sistemi di riscaldamento. Quest’anno, dopo anni di cortei e tavoli tecnici sempre promessi e mai mantenuti, la protesta sui social diventa virale. Da due giorni infatti gli studenti infreddoliti pubblicano le loro foto a scuola con coperte e cappelli.
“Sono state già tantissime le risposte dei tanti che, a Palermo e Siracusa, hanno pubblicato su Facebook, Twitter e Instagram, e continuano a pubblicare, sottoforma di foto con l’hashtag della campagna #plai(d)ay.” Dichiara Flavio Lombardo, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Sicilia.

“Sì avvii un tavolo tecnico con il Sindaco Leoluca Orlando, il Commissario Straordinario della Provincia Munafò e Marco Anello, Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale”, dichiara Mario Fatta, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Palermo, “Visto che ancora una volta non sappiamo, a causa della chiusura delle provincie, di chi sia il compito di garantirci questi diritti essenziali.”

La protesta comunque si è allargata travolgendo anche gli studenti siracusani:
“Quella del plaiday è un’iniziativa che nasce dalla Rete degli studenti medi Palermo, e che noi a Siracusa abbiamo deciso di riproporre.” dichiara Beatrice Lindiner, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi Siracusa, “È il terzo anno di seguito in cui a gennaio i riscaldamenti nelle scuole sono spenti o malfunzionanti, alcune scuole non dispongono dei fondi per comprare il gasolio, ed ovviamente la provincia non sa come intervenire, ed in altre gli impianti sono addirittura fuori uso. Il plaiday a Siracusa permette ai ragazzi di protestare per la loro condizione direttamente dalle loro classi, senza dover perdere ore di lezione. La risposta mediatica è stata immediata: i ragazzi sono vogliosi di denunciare la loro situazione.” conclude la Lindiner.

“Non ci fermeremo fino a quando non riceveremo delle risposte adeguate. L`amministrazione dovrà rispondere concretamente e presto.” Conclude Lombardo.

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