Due bambini e 10 uomini nel cimitero di mafia, la scoperta dopo la morte di Bartolomeo Cascio

Immobiliare Max

Roccamena, 14 gennaio – Almeno dieci uomini e due ragazzini – molto giovani, di età compresa tra i 12 ed i 14 anni – e risalirebbero ad un periodo compreso tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Sono questi i primi esiti delle analisi sui resti umani ritrovati dai Carabinieri della Compagnia di Monreale all’interno di una cavità ipogea nei pressi delle campagne di Roccamena, in contrada Casalotto. Delle comparazioni con il Dna si sta occupando invece il Ris di Messina.

Ad indagare sui cadaveri ritrovati a Roccamena sono gli esperti del Ris sotto il coordinamento dei pubblici ministeri Leonardo Agueci, Sergio Demontis e Siro De Flammineis.

La tesi più accreditata è che si tratti di un cimitero di mafia, una foiba che vene utilizzata per far sparire i cadaveri delle vittime della cosca di Corleone che tra li anni 60 e 80 stava sempre più diventando la cosca più importante della Sicilia.

La scoperta di questo luogo, che rimane ancora avvolto nel mistero, è avvenuta a ottobre in seguito ad una rivelazione da parte di una fonte che rimane segreta ma una cosa è certa, la rivelazione è avvenuta solo dopo la morte di Bartolomeo Cascio, un fedelissimo di Luciano Liggio e Bernardo Provenzano. Solo una coincidenza? Qualcuno forse ha voluto liberarsi di questo peso facendo scoprire ai Carabinieri il cimitero della mafia. Cascio, imprenditore e padrino incontrastato fino ai giorni nostri,è deceduto a luglio, nella sua Roccamena.

In questi giorni, è una processione di giovani e vecchi nelle caserme dei carabinieri di Corleone, di Roccamena, di Monreale. Sono una ventina i familiari di persone scomparse che hanno chiesto di sottoposti alla prova del Dna, per provare a ritrovare il proprio caro.

Ricevi tutte le news

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.