San Giuseppe ricorda l’omicidio del piccolo Di Matteo. Una lunga serie di eventi in programma

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San Giuseppe Jato, 11 gennaio 2017 – Sono diverse le iniziative che sono state organizzate per la giornata di oggi a San Giuseppe Jato per ricordare l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo avvenuto l’11 gennaio 1996. Il bambino di 15 anni era figlio del collaboratore di giustizia Santino. Il rapimento era finalizzato a spingere il padre Santino a ritrattare le sue rivelazioni sulla strage di Capaci e sull’uccisione dell’esattore Ignazio Salvo. Quando fu chiaro che il padre non si sarebbe piegato al ricatto mafioso, Giovanni Brusca dette ordine ai suoi sicari di uccidere il bambino, che venne strangolato e successivamente sciolto nell’acido.

Oggi si celebra la 21esima ricorrenza dal titolo “A Giuseppe che non ha chiuso gli occhi perché li ha aperti a noi“. Le iniziative sono state organizzate dall’associazione Libera e dal Comune.

Nel bene confiscato al boss Giovanni Brusca dove fu ucciso il piccolo Giuseppe, in contrada Giambascio, oggi sorge il Giardino della Memoria, e in contrada Ginestra, a pochi passi dal Memoriale della strage del primo maggio 1947, su un bene riconducibile ai Brusca, sorge il centro Di Matteo. I due beni sono stati sede del progetto “Chi Semina Racconta”: 10 giovani donne sono diventate operatrici di Biofattoria Sociale.

Questa mattina nell’Aula consiliare del Comune di San Giuseppe Jato l’amministrazione comunale e quella di Prato firmeranno una lettera d’intenti per la promozione di percorsi comuni all’insegna della legalità, della collaborazione e dell’amicizia; alle 16 nell’Aula Pio La Torre dell’ex Casa del Fanciullo di via Vittorio Emanuele si terrà l’evento conclusivo “Chi Semina Racconta” con la presentazione dei risultati; alle 19 sarà scoperta una targa commemorativa in piazza Falcone e Borsellino.

Domani alle 10 nel Giardino della Memoria sarà ricordato il piccolo Giuseppe visitando il bene confiscato e ascoltando le testimonianze sulla sua storia dei giovani soci dell’associazione LiberEssenze. In questa occasione si terrà anche un laboratorio espressivo e verrà presentato in anteprima nazionale il romanzo “Il giardino della memoria” di Martino Lo Cascio, edito da Mesogea e dedicato al piccolo Giuseppe Di Matteo.

E’ prevista la presenza del Prefetto di Palermo, di rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, dei sindaci dei comuni del Consorzio Sviluppo e Legalità e del direttore Lucio Guarino, oltre ai rappresentanti di associazioni di categoria e di realtà locali.

Anche l’arcivescovo della diocesi di Monreale, Mons. Michele Pennisi, impossibilitato a partecipare all’evento, ha voluto inviare un messaggio:

“È compito della Chiesa sia aiutare a prendere consapevolezza che tutti, anche i cristiani, alimentiamo l’humus dove alligna e facilmente cresce la mafia, sia indurre al superamento dell’attuale situazione attraverso la conversione al Vangelo.

La Chiesa sente di avere una sua responsabilità per la formazione di una diffusa coscienza civile di rifiuto del costume e della mentalità e non si sente estranea all’impegno, che è di tutta la società siciliana, di liberazione dalla triste piaga della mafia.

Prego il Signore perché la morte di Giuseppe e di tante vittime innocenti susciti una indignazione corale nel rifiutare la criminalità e la mentalità mafiosa, converta i cuori di  coloro che si sono macchiati di tali delitti e dia loro la forza di riparare al male fatto, e impegni tutti a promuovere una cultura della vita, della solidarietà, dell’amore e della pace nella giustizia”.

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