Mafia, la famiglia di Monreale nel maxi processo. Chiesto il rinvio a giudizio per 44 persone

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Palermo, 10 gennaio – È arrivata, da parte della Procura di Palermo, la richiesta di rinvio a giudizio per quarantaquattro persone arrestate tra il marzo (operazione Quattro.Zero) e l’ottobre scorsi (Operazione Montereale). È arrivato così davanti al GUP il maxi processo alla mafia di una grossa fetta della provincia che abbraccia il mandamento mafioso di San Giuseppe Jato e la famiglia di Monreale.

I pubblici ministeri Francesco Del Bene, Siro De Flammineis e Amelia Luise hanno ricostruito una stagione di violenza e lotta per il potere. I mafiosi di Monreale provarono ad alzare la testa. E quelli di San Giuseppe Jato, dove da sempre ha sede il mandamento, reagirono con forza. Dalle minacce accompagnate dalle teste di capretto si arrivò ai pestaggi. Le regole andavano rispettate.

A Monreale, in particolare, attraverso le indagini svolte, a partire dalla fine del 2014 e nei primi mesi del 2015, dal Gruppo dei Carabinieri di Monreale, è stato possibile registrare in presa diretta, mediante l’ascolto delle conversazioni telefoniche ed ambientali intercorse tra gli affiliati all’interno delle loro autovetture e nei luoghi d’incontro, l’evoluzione delle dinamiche interne dell’organizzazione mafiosa di San Giuseppe Jato e delle successioni al vertice della famiglia di Monreale.

Diversi furono i fatti messi in luce dagli investigatori come la punizione di alcuni soggetti tra cui Buongusto Isidoro Benedetto, Buzzetta Onofrio e Rinicella Nicola, che si erano messi in contrapposizione con la famiglia di Monreale nella raccolta estorsiva e nella imposizione delle apparecchiature per il gioco on line e videopoker a Monreale. I carabinieri di Monreale riuscirono a capire che a Monreale stava per accadere qualcosa di grave, l’organizzazione stava infatti programmando gravi delitti a danno di alcuni dei suoi stessi affiliati. L’insospettabile fisioterapista Ciulla veniva accusato di avere rubato i soldi della cassa del mandamento e di avere violato il codice etico, intrattenendo una relazione con la moglie di un detenuto. E così il 25 febbraio del 2015 fu convocato un vertice in località Cozzo Pezzingoli, nella frazione di Poggio San Francesco, territorio di Monreale. C’erano Girolamo Spina, Vincenzo Simonetti e Ignazio Bruno per il mandamento di San Giuseppe Jato, Salvatore Lupo e Francesco Balsano per Monreale. Ed è proprio su Balsano, nipote del boss Giuseppe Balsano morto suicida in carcere, che sarebbe caduta la scelta per sostituire Ciulla. Il fisioterapista riuscì a capire di essere in grave pericolo e si diede alla fuga in un paesino in provincia di Udine.

Fu poi il turno di Benedetto Isidoro Buongusto, avvicinatosi a Ciulla dopo che era uscito dal carcere avendo scontato otto anni per mafia. Buongusto trovò davanti alla porta di casa una testa di capretto con una pallottola conficcata in testa e un biglietto: “Da questo momento non uscire più di dentro perché non sei autorizzato a niente”. Buongusto fu poi punito e massacrato di botte.

Nelle indagini vennero fuori diversi episodi di richieste di pizzo (tra i quali “messa a posto” di 100 euro alle bancarelle ubicate a Monreale nel periodo della “festa del Crocifisso“), nonché richieste di risoluzione di controversie fra privati e di controllo del territorio negli affari dello spaccio di droga.

La lista delle persone per cui i pm chiedono adesso il processo: Gregorio Agrigento, Antonino Alamia, Ignazio Bruno, Onofrio Buzzetta, Pietro Canestro, Giovan Battista Ciulla, Giuseppe D’Anna, Sergio Denaro Di Liberto, Giovanni Di Lorenzo, Vincenzo Ferrara, Antonino Giorlando, Umberto La Barbera, Giovan Battista Licari, Tommaso Licari, Domenico Lo Biondo, Nicola Rinicella, Giuseppe Riolo, Girolamo Spina, Giuseppe Buscemi Tartarone, Pietro Mulè, Andrea Marfia, Giovanni Battista Inchiappa, Tommaso Pipitone, Salvatore Terrasi, Andrea Di Matteo, Giuseppe Serbino, Saverio Zinna, Ettore Raccuglia, Marco La Vardera, Sebastiano Andrea Marchese, Vincenzo Simonetti, Giovanni Matranga, Domenico Lupo, Salvatore Lupo, Giovanni Pupella, Benedetto Isidoro Buongusto, Antonino Serio, Piero Lo Presti, Alberto Bruscia, Francesco Balsano, Salvatore Billetta, Nicola Parisi, Carlo Montalbano.

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