Filo Diretto chiude. Il 31 marzo l’ultima pubblicazione

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Monreale, 28 marzo 2015 – Il prossimo 31 Marzo Filo Diretto interromperà le pubblicazioni. Sono trascorsi circa 6 anni dalla sua prima uscita, da quel primo “numero zero in attesa di registrazione” nato dall’esperimento giornalistico di una redazione formatasi all’interno dell’Associazione di volontariato “Il Quartiere” di Monreale. Filo Diretto nasceva dall’idea di donare alla città uno strumento di conoscenza e di emancipazione, di comprensione dei meccanismi amministrativi e politici che la governano, con l’unico obiettivo di creare una società più civile, più consapevole, più laica. E, mi piace ricordarlo, nasceva con la benedizione di Sarina Ingrassia.

Filo Diretto, soprattutto, rifletteva l’impegno civile dei suoi autori, già dediti all’attività di volontariato con i bambini, e del volontariato rispecchiava e ha sempre continuato ad esprimerne lo spirito. Nel corso degli anni la redazione si è arricchita di un susseguirsi di collaborazioni provenienti da tanti, soprattutto giovani che, con il loro impegno, hanno voluto testimoniare il loro amore per la città, valorizzandone le potenzialità e le belle esperienze, ma marcandone anche le criticità che andavano denunciate.

Ci siamo sempre mossi seguendo un’unica direttrice, quella di fare informazione indipendente in un territorio difficile, complicato.

Dal mensile, per la prima volta andato alle stampe nell’aprile 2009, siamo passati ad ottobre 2012 al quotidiano online. Da una modo sperimentale di fare informazione a Monreale, siamo passati ad una forma più strutturata, imparando il mestiere giorno per giorno, affinandolo.

Abbiamo affrontato tanti argomenti in vari ambiti, con uno sguardo particolare rivolto alla politica, cercando di fare emergere le contraddizioni, le ipocrisie, le incompetenze che contraddistinguono questo o quel gruppo politico, questo o quel personaggio. Abbiamo alimentato e siamo stati protagonisti di vivaci dibattiti e confronti all’interno dell’arena politica, dando voce a tutte le forze politiche in campo, anche a quelle piccole ed emergenti, ai movimenti, non abbiamo fatto sconti a nessuno e spesso abbiamo “dato fastidio”. Abbiamo anche ricevuto querele, poi rigettate dalla magistratura, a testimonianza della correttezza del nostro modo di agire. Abbiamo messo il naso laddove non vedevamo chiaro, ed in alcuni casi, partendo dai nostri servizi sono state avviate indagini dalla magistratura.

Filo Diretto è stata una esperienza che ci ha arricchito. Entusiasmante, gratificata dal consenso ricevuto soprattutto da semplici cittadini che ci hanno nel tempo confermato l’importanza del lavoro svolto, che ci hanno ringraziato per questo, infondendoci inconsapevolmente altra linfa, necessaria per continuare una attività impegnativa, che ha assorbito tante energie. Filo Diretto non è stato solo un organo di informazione, ma un laboratorio di impegno civico che ha accomunato tante persone per brevi o lunghi periodi. Tante persone che si sono portate dietro, nel mondo del lavoro, in famiglia, nelle piccole azioni della vita quotidiana o vivendo altre esperienze, quello spirito costruttivo, quell’entusiasmo e quella gratuità già condivisi e maturati con tutti i colleghi della redazione.

Alla fine di questo lungo ciclo il mio ringraziamento va prima di tutto a loro, a quei tanti, giovani e meno giovani, che sono passati dalla redazione, che hanno creduto nel progetto editoriale, che vi hanno infuso passione e vi hanno lasciato una impronta, arricchendoci. Valentina, Domenico, Luciano, Fabio, Cecilia, Salvatore, Antonella, Daniele, Noemi, Simona, Mauro, Irene, Carmen, Renzo, Nino, Gabriele, Gaetano, Fabrizio, Anna, Luana, Caterina, Sergio, Maria Rosa, Chiara, Angelo. Un pensiero particolare va a Piera Autovino, che da subito ha condiviso la mia esigenza di creare a Monreale un organo di informazione indipendente, in un paese troppo denso di criticità e problemi da sempre irrisolti, in cui in tanti, tantissimi sembrano essere legati per fede a questo o a quel personaggio politico, dal quale poi dipendono, e sono difatti dipese, le sorti della città. Una città caratterizzata da un livello civico bassissimo, che ha permesso a vari politicanti di distruggerla, di trascinarla in uno stato pietoso, rappresentandola indegnamente.

Piera Autovino possedeva un forte senso della correttezza, della legalità, del rispetto delle regole che ha trasferito nell’attività giornalistica, divenendo per tutti noi un esempio, un riferimento, un pilastro.

Un altro ringraziamento è dovuto ad Alex Corlazzoli, il nostro direttore responsabile, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, lombardo ma monrealese d’adozione, che ha cercato di trasmetterci le sue competenze per offrire un prodotto sempre migliore. Al nostro fianco nei momenti di difficoltà o quando c’erano decisioni delicate da prendere, ci ha insegnato a scrivere nel rispetto del diritto di cronaca e della dignità delle persone, per offrire ai lettori una informazione quanto più possibile esaustiva.

Quei lettori che ci hanno dato conferma, con i numeri delle visualizzazioni degli articoli, con i commenti ai servizi, con le email inviate in redazione, della validità e utilità del nostro lavoro. Quei lettori ai quali abbiamo cercato di dare voce per fare risuonare nei palazzi della politica le loro esigenze, le loro difficoltà, ma anche per amplificarne le belle esperienze, le valide iniziative. Associazioni, scuole, lavoratori in difficoltà, sindacati, politici, movimenti di vario genere hanno trovato in Filo Diretto uno spazio dove esprimersi, farsi conoscere, porre questioni e pretendere risposte.

Giorno 31 marzo 2015 si chiuderà una esperienza, una delle tante che contraddistinguono un percorso di vita e di crescita, e per questo limitata nel tempo. La conduzione del giornale per sei anni ha comportato numerosi sacrifici, abbiamo certamente commesso alcuni errori, ma abbiamo collezionato tanti buoni risultati. Il bilancio finale è senz’altro positivo. Filo Diretto ha raggiunto un indice di gradimento significativo ed un riconoscimento importante all’interno del territorio monrealese, ma anche al di fuori, del quale non possiamo che andare orgogliosi.

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