Questione rifiuti. Il sindaco di Camporeale: “La Belice Impianti può prendere in affitto l’intera azienda e non un ramo. Illecito anche l’affitto di personale. Rischio di danno erariale”

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Monreale, 26 marzo – In una lunga lettera inviata alla nostra redazione, Vincenzo Cacioppo, sindaco di Camporeale, intende sgombrare ogni dubbio sulle motivazioni che lo hanno portato, assieme al sindaco di Chiusa Sclafani, a non approvare durante la riunione tenutasi il 13 marzo scorso presso la sede monrealese della SRR, il documento recante le modalità con le quali la società di scopo della stessa SRR, la “Belice Impianti SRL”, dovrebbe garantire la gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti nei comuni dell’Ambito.

“Per quel che riguarda il conflitto che oppone il Comune di Camporeale alla Società Belice Impianti – spiega in una premessa il sindaco Vincenzo Cacioppo – è da puntualizzare quanto segue:

Come è noto, a causa di assunzioni non sufficientemente meditate, il personale in servizio presso l’Alto  Belice Ambiente  al momento del fallimento, presenta un certo numero di esuberi.

Per evitare dolorosi ed inaccettabili licenziamenti si è convenuta con i sindacati una riduzione del costo del lavoro per consentire l’assunzione di tutti i dipendenti.

Ora, poiché l’attuale distribuzione del personale operativo nei singoli comuni non risponde ad oggettivi criteri di effettiva esigenza è parso opportuno sostenere la ripartizione del costo del personale in proporzione al numero degli abitanti, anche perché parte del costo ha natura di intervento  sociale non  collegabile direttamente alla effettuazione del servizio. Tale criterio tra l’altro è stato condiviso dal Commissario Straordinario”.

Cacioppo entra quindi nel merito all’affitto del ramo d’azienda dell’Alto Belice Ambiente in fase di stipula tra la SRR, che ha ricevuto in tal senso mandato dalla maggior parte dei sindaci dell’ATO, e la curatela fallimentare dell’ABA:

Nell’assemblea del 13/03/2015 lo scrivente, unitamente al sindaco di Contessa Entellina, non ha sottoscritto né approvato il documento recante le modalità con le quali la Belice Impianti dovrebbe garantire la gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti nei comuni dell’Ambito per le motivazione che, in maniera succinta e telegrafica, sono state inserite nel verbale di assemblea.

Il Comune di Camporeale, e ritengo anche il Comune di Contessa Entellina, è disponibile a sottoscrivere con la società Belice Impianti esclusivamente un contratto di servizio che abbia i seguenti essenziali contenuti:

–     gestione del servizio da parte della Società con le modalità già previste nel contratto di servizio stipulato il 14 marzo 2005 con la Alto Belice Ambiente S.p.A.;

–     determinazione del corrispettivo nel quale la componente relativa al personale sia calcolata in proporzione al numero degli abitanti; più precisamente, per il Comune di Camporeale la componente relativa al personale è pari ad euro 265.863,82, determinata secondo la formula che segue:

€ 9.000.000,00 (totale costo del personale)/175.000,00 (n. abitanti ATO) x 3.471 (n. abitanti Camporeale al 31.12.2014).

Inoltre dovranno essere ovviamente previsti i seguenti costi: manutenzione automezzi e attrezzature, carburante e costi generali. I costi relativi allo smaltimento saranno direttamente corrisposti dal Comune ai gestori delle discariche autorizzate in conformità ai contratti che con gli stessi sono stati, o saranno, stipulati;

–     la società, inoltre, dovrà impegnarsi a garantire la gestione post-operativa delle discariche con le modalità che saranno previste in apposite convenzioni.

Si rappresenta, infine, che qualora la Società non dovesse accettare la su estesa proposta, si provvederà ad inviare a tutti i soggetti interessati e alle Autorità competenti una dettagliata e circostanziata relazione in ordine alle motivazioni del rifiuto del Comune di sottoscrivere il documento così come proposto all’Assemblea del 13 marzo u.s..

Con riserva di tutelare gli interessi del Comune in ogni sede giudiziaria competente.

Per potere procedere all’affidamento del servizio alla Belice Impianti è necessario che i Consigli Comunali adottino la relativa delibera con contestuale approvazione della convenzione/o contratto di servizio e ciò ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’art 32 Legge 142/1990, per come recepita in Sicilia dalla L.R. 48/1991.

Alla convenzione dovrà essere allegato un piano finanziario comprendente la quantificazione dell’intero corrispettivo e non solo la parte di esso relativa al personale così come prescrive il comma 683 della L. 147/2013.

La Società dovrà prendere in affitto l’intera azienda.

Non può, infatti, essere ritenuto praticabile l’affitto di un ramo di azienda in quanto per ramo di azienda è da intendere “ogni entità economica organizzata in maniera stabile che in occasione del trasferimento, conservi la propria identità”.

Sarebbe, pertanto, palesemente illogico affermare che frazionando l’azienda tra un soggetto al quale viene trasferito il personale e diversi altri ai quali vengono trasferiti i mezzi si conservi l’identità dell’entità economica organizzata.

E’ appena il caso di aggiungere che, se si dovesse procedere all’affitto dei mezzi ai comuni e del personale alla società, si incorrerebbe in plurime violazioni di legge.

A riguardo, giova rammentare che l’affitto è il “contratto mediante il quale una parte attribuisce all’altra la gestione produttiva di una o più cose, in cambio di un corrispettivo (art. 1615 c.c.).

Pertanto, atteso che la persona umana non può, senza timore di smentita, essere considerata COSA e, come tale, formare legittimo oggetto di contratto di affitto, l’eventuale stipulando contratto di affitto di personale sarebbe inficiato da palese illiceità dell’oggetto e, per gli effetti, da insanabile nullità, ex art 1418 c.c., con conseguente inidoneità a produrre effetto giuridico alcuno.

Tanto premesso, non va neppure trascurato che ogni pagamento eventualmente effettuato da imprudenti funzionari costituirebbe danno erariale.

Ma v’è di più: a volere immaginare il contenuto che dovrebbe avere lo stipulando contratto di affitto del personale, lo stesso non potrebbe che qualificarsi alla stregua di un contratto dissimulato di somministrazione di lavoro, come definito dalla lettera a) del comma 1 dell’art 2 del D. Lgs. n. 276 del 10/09/2003. Ne deriverebbe, pertanto, un’ulteriore causa di illiceità dell’oggetto per violazione di norme imperative, quali gli artt. 4, 5 e 20 del citato D. Lgs., con conseguente ulteriore nullità del contratto.

Ebbene, l’illecita stipulazione di un contratto di affitto di personale, che, invece, in base all’oggetto, è da qualificare come contratto di somministrazione di lavoro, potrebbe, altresì, integrare la fattispecie di reato prevista dall’art. 18 D. Lgs. 276/2003, punito con l’ammenda di € 50 per ogni lavoratore e per ogni giornata di occupazione.

Non sono i Comuni a dover stabilire quanti e quali mezzi siano necessari per svolgere il servizio nel proprio territorio, procurarseli e metterli a disposizione dell’affidatario del sevizio, bensì quest’ultimo che, quale titolare, a titolo di affitto, dell’azienda intesa quale organizzazione di persone e mezzi  finalizzata alla produzione, la distribuzione o il consumo di beni e servizi verso clienti, ha l’onere di procurarsi tutti i mezzi necessari ad adempiere alle obbligazioni nascenti dal contratto di servizio.

Ma vi è anche un insormontabile impedimento contabile alla possibilità per i Comuni di stipulare contratto di affitto dei mezzi.

Recita il primo comma dell’art 191 T.U.EE.LL. “Gli Enti Locali possono effettuare spese solo se sussiste l’impegno contabile registrato sul COMPETENTE INTERVENTO”.

Ebbene, l’intervento competente sul quale impegnare la spesa per affitti è l’intervento denominato utilizzo beni di terzi, codificato 04, sul quale nulla può essere impegnato in quanto, essendo privo di dotazione nell’anno precedente, in regime di esercizio provvisorio non ha la necessaria copertura per operare in dodicesimi (è ovvio che tre dodicesimi di 0 è uguale a zero).

La Nota del Commissario Straordinario, che costituisce un passo avanti rispetto al documento totalmente illecito sottoposto all’Assemblea del 13/03/2015, contiene comunque elementi di contraddittorietà e illogicità che, ove non superati, costringeranno il Comune di Camporeale ad attivare ogni difesa possibile dei propri interessi innanzi le competenti Autorità.

Il Comune di Camporeale è pronto a valutare positivamente ogni soluzione alternativa che mantenga ferma la soluzione minima per operare nel solco della legalità e cioè stipulazione di una convenzione unica con la Belice Impianti che abbia come oggetto l’effettuazione globale del servizio”.

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