Monreale: furti ai negozi, ripetuti scippi in pieno giorno, topi di appartamenti all’opera. A quando le telecamere?

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Monreale, 21 marzo – Furti ai negozi, ripetuti scippi in pieno giorno, topi di appartamenti all’opera. Sono numerose le notizie relative ad azioni di microcriminalità che si susseguono a Monreale in questi giorni. Il problema della sicurezza in paese sta assumendo dimensioni preoccupanti, forse complice la crisi economica che attanaglia sempre più famiglie. Un clima di insicurezza si sta diffondendo in paese. Una parziale soluzione al problema, e certamente un valido deterrente, potrebbe arrivare dal ripristino e dal potenziamento dell’impianto di videosorveglianza già esistente.

Nel lontano 2006 è stato infatti installato un impianto di sorveglianza, costato più di centomila euro, con centro di raccolta dati all’interno del Comando della Polizia Municipale. Dopo il collaudo è stato spento. Non era stato sottoscritto il contratto di manutenzione per garantirne l’assistenza una volta reso operativo. Da allora sono passati 9 anni ed ancora l’impianto non è stato acceso. Una condizione inaccettabile, sia per l’inutile dispendio di denaro pubblico che per gli eventi di cronaca nera che si susseguono e che, probabilmente, si sarebbero potuti evitare.

L’amministrazione comunale in questi giorni ha affidato ad una ditta l’incarico di valutare i costi di ripristino dell’impianto. Si tratterà di affrontare una spesa di decine di migliaia di euro, comunque non sufficienti a rendere operativo l’impianto, dato che bisognerà attendere il ripristino dei locali del Comando della Polizia Municipale per attivare la sala regia.

Le telecamere installate coprono solamente una piccola porzione del paese: il tratto di via Venero dall’incrocio con Via della Repubblica sino al Canale, per continuare su corso Pietro Novelli, su un breve tratto di via Roma, quindi a destra per monitorare via Torres ed infine Piazza Vittorio Emanuele. Un controllo ridotto della città. Sarà necessario potenziare l’impianto installando telecamere in tanti altri punti per garantire una copertura più ampia. Perché, con l’attuale impianto, ancorché in funzione, la banda del buco che il 20 gennaio ha rapinato il bar Mirto in piazza Guglielmo II avrebbe comunque potuto “lavorare” indisturbata.

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