“Il disegno di legge sulla riforma dell’istruzione, presentato dal premier Matteo Renzi, è sbagliato nei numeri e nelle scelte”

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Monreale, 16 marzo – Il 12 marzo scorso il Governo Renzi ha approvato il disegno di legge sulla scuola. La “Buona Scuola”, presentata dallo stesso primo ministro come il momento di svolta del settore, non ha suscitato però unanimi entusiasmi tra gli addetti ai lavori. Basta leggere i commenti sui social network per verificare come siano tanti gli aspetti non condivisi.

Abbiamo chiesto una riflessione, in merito a questione che interessa anche tanti monrealesi, agli avvocati monrealesi Fabio Ganci e Walter Miceli, esperti del settore in quanto tra i legali dell’ANIEF, un sindacato di categoria.

Qual è la Vostra opinione sul disegno di legge appena approvato volto a riformare il settore scolastico?

Il disegno di legge sulla riforma dell’istruzione, presentato dal premier Matteo Renzi, è sbagliato nei numeri e nelle scelte. Si contesta il numero delle immissioni in ruolo prefissato dall’Esecutivo: sono 50mila in meno rispetto a quanto annunciato per oltre sei mesi e propagandato con la “Buona Scuola”. L’ex ministro Gelmini ne programmò in un solo anno 67mila, senza scomodare l’organico funzionale.

– Non si procederà quindi a stabilizzare tutti i precari della scuola?

– Dal piano assunzioni sono stati esclusi i tanti docenti precari abilitati inseriti nelle graduatorie d’Istituto. Eppure un supplente su due è scelto da quelle liste di attesa e senza questi docenti l’offerta formativa ordinaria non sarebbe adeguata. Inoltre la chiamata diretta dei docenti è incostituzionale. Viola diversi articoli della Costituzione, in particolare quello sull’accesso al pubblico impiego per pubblici concorsi.

– Vi sono altri punti non condivisibili?

– Contestiamo la possibilità di obbligare un docente, candidato all’assunzione, ad accettare una sede al di fuori della provincia prescelta. Ma anche la scelta di eliminare le supplenze con le modalità indicate dal Governo: quando un docente titolare di cattedra si assenta, per pochi giorni o per alcuni mesi, non può essere utilizzato al suo posto un collega qualsiasi prescelto dall’organico funzionale. Nelle scuole operano dei professionisti specializzati in determinate discipline: non si puó sostituire un insegnante di latino con uno di educazione fisica, e viceversa. E anche l’esclusione degli idonei dei concorsi pubblici non convince. Non si comprende perché non si vogliano stabilizzare i docenti della scuola dell’infanzia: per assorbirli tutti in ruolo basterebbe reintrodurre il tempo scuola tagliato con le riforme degli ultimi anni”.

– Quale aspetto condividete nella riforma?

– L’unica buona notizia è rappresentata dal mantenimento degli scatti di anzianità. Peccato che la Legge di Stabilità approvata a fine 2014 li abbia di fatto bloccati sino al 2018.

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