Docenti monrealesi in udienza privata dal Papa in occasione dei 70 anni dell’UCIIM

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Monreale, 16 marzo – La storia della scuola italiana è lo specchio di un prestigioso susseguirsi di protagonisti della cultura pedagogica, di estrazione laica o cattolica, i quali, in modo complementare, spesso incidente ma trasversale al mondo politico, hanno sostanzialmente rinnovato, anche sul piano normativo, in un excursus di leggi, che gradualmente ne hanno arricchito gli assetti democratici, pedagogici ed antropologico-sociali, l’istituzione scuola.

Molti di tali insigni studiosi, alcuni ancora in vita, hanno offerto ed offrono tutt’oggi le loro argute, profonde ed  efficaci elaborazioni di pensiero, attraverso anche un filo conduttore che li accomuna: l’appartenenza all’UCIIM (Unione Cattolica Insegnanti Dirigenti Educatori e Formatori), che nella sua trasversalità sia politica che pedagogico-legislativa ha, ormai da tempi remoti, posto in essere contributi rilevanti per l’elaborazione e la stesura della migliore normativa scolastica e del pensiero filosofico che l’ha sottesa.

L’UCIIM, fondata da Gesualdo Nosengo, ha appena festeggiato i suoi 70 anni di un lungo percorso storico e pedagogico e lo ha fatto con “una tre giorni celebrativa” organizzata a Roma in collaborazione con il  MIUR e culminata sabato 14 Marzo con un’ Udienza Privata dal Pontefice.

All’iter celebrativo ed organizzativo,  ha offerto un cospicuo e prezioso contributo la dirigente scolastica della “Pietro Novelli”, Chiara Di Prima, presidente regionale, che ha voluto coinvolgere la neo-sezione di Monreale, presieduta da Alessandra Di Benedetto.

Un rilevante numero di docenti monrealesi hanno avuto modo così di prendere parte all’Udienza di Sabato. Erano presenti, tra i tanti educatori della cittadina normanna, la dirigente Patrizia Roccamatisi e l’assessore Nadia Granà, anch’esse socie UCIIM.

L’Udienza, divenuta ormai cronaca, per le profonde esternazioni del Pontefice rivolte soprattutto ai docenti, ai quali il Santo Padre ha conferito l’onorevole appellativo di “suoi colleghi”, valorizzandoli quali fulcro essenziale del percorso didattico ed umano, volto a supportare la formazione integrale dei futuri cittadini, ha vissuto degli intensi istanti che possiamo definire “made in Monreale”.

L’artista, docente della Pietro Novelli e socia della sezione di Monreale Pina Cirino ha voluto fare dono al Santo Padre di una sua opera.

L’olio su tela dall’emblematico titolo “Soffio di vita” è stato esposto al pubblico, prima che il Pontefice desse l’avvio all’Udienza, suscitando apprezzamenti generali.

Un’opera dal forte impatto emotivo, in cui il volto del Cristo espande la sua mistica aurea attraverso l’alito trascendentale che fonda insieme volti di donna, educatrici in un mondo che necessita di introspezione e di accoglienza, mostrando nelle forme e nei colori una sorta di “ideale legame” con ciò che successivamente ha sottolineato il Pontefice: una scuola che non parli solo alle menti, ma anche ai cuori, accogliendo e valorizzando in toto tutte le diversità peculiari in essa presenti.

Una copia in stampa dell’opera è stata omaggiata alle autorità del Miur presenti.

La delicata ma a tratti anche “energica” attenzione rivolta dal Santo Padre agli insegnanti ha costituito una lezione di umanità, trasversale a tutte le coscienze anche quelle laiche o acattoliche, una lezione di inclusione delle menti e delle culture altre, diverse nelle modalità espressive, nei substrati antropologici, religiosi e sociali, nelle condizioni di vita e nel “modus vivendi”, ma tutti costituenti una complementarietà esistenziale preziosa per ciascun abitante del mondo.

Il pensiero espresso dal Papa può essere compendiato nella parola “passione”.

Il docente non può essere realmente tale senza un approccio appassionato alla vita ed alle future generazioni. Esso non può desiderare una classe perfetta di individui omologati, comoda da gestire, ma che non prevede la longa manus del docente stesso, quella che attiva le menti, anima i cuori e crea “il futuro”.

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