Il consiglio comunale respinge a maggioranza la proposta del M5S di revocare la delibera di esternalizzazione del servizio rifiuti

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Monreale, 12 marzo – Il consigliere comunale Fabio Costantini (M5S) ha chiesto al comune di revocare la deliberazione consiliare n. 13 del 07/02/2014, nella parte in cui, al punto 3, si stabilisce che si procederà ad affidare la gestione del servizio attraverso la esternalizzazione a terzi.

Costantini: “Per incapacità state facendo macelleria sociale. Il ritardo di questa amministrazione è inconcepibile. Noi potremmo prendere i 71 operatori e farli lavorare subito a Monreale”. Quindi rivolto all’assessore al ramo, Giuseppe Lo Coco (era assente il sindaco Capizzi): “Al posto suo mi sarei già dimesso”.

Secondo il consigliere pentastellato sono diversi i motivi che renderebbero la gestione diretta del servizio più idonea e conveniente per la collettività, sotto il profilo dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità. Si otterrebbe:

– Una gestione flessibile del servizio, legata alle esigenze del comune ed in particolare alla risposta dei cittadini alla raccolta differenziata. Condizione che non si verificherebbe con un contratto bloccato di 7 anni come previsto dall’affidamento a terzi.

– Prezzi di esercizio contenuti a livelli confrontabili con il mercato esistente.

– Effetti benefici sui livelli occupazionali e contenimento dei costi del servizio con conseguente riduzione delle tariffe.

Come già anticipato in precedente articolo da Filo Diretto, Costantini ha spiegato come “l’economicità del servizio di gestione in house fosse rinvenibile anche nel “Piano d’intervento Aro” presentato dall’Amministrazione al competente Dipartimento Regionale in data 13 Novembre 2014, dove il piano finanziario appare prevedere un costo inferiore poiché non comprensivo di tassazione sui servizi e dell’irrinunciabile profitto d’impresa”.

Costantini propone la creazione di una società per azioni a capitale interamente pubblico detenuto interamente dal Comune di Monreale, e comunque con la maggioranza azionaria in capo al Comune nel caso di successivo accesso di altri soci pubblici, attraverso l’impiego diretto da parte della Società delle risorse umane e strumentali necessarie alla realizzazione del servizio, consentendo se necessario solo il parziale affidamento di taluni servizi a terzi: manutenzioni macchine e attrezzature, manutenzioni immobili ed impianti, etc..

“In 15 giorni potrebbe nascere la società”. Al comune è demandato il compito di definire la pianta organica. Eventuali figure professionali in esubero rispetto al fabbisogno di personale definito nella pianta organica, potrebbero comunque trovare impiego in servizi complementari che il Comune può affidare alla costituenda società.

Costantini infine spiega, anticipando prevedibili critiche, che questa soluzione può essere adottata anche da un comune, come quello di Monreale, in fase di predissesto: “Il Comune di Bagheria, addirittura già in dissesto, sta procedendo in tal senso. La normativa che prevede restrizioni per i comuni, assoggettandoli al rispetto di un equilibrio tra le spese per il personale e la spesa corrente (vincoli imposti dal patto di stabilità), non si applica alle società partecipate del comune (comma 2 bis dell’art 18 del DL 112/2008)”.

Dopo una lunga discussione, con 12 voti contrari, 4 voti favorevoli e un astenuto il consiglio comunale ha respinto la proposta avanzata dal M5S.

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