Chiusa Sclafani. Una trentina di ex dipendenti dell’ABA mantengono il presidio nel Palazzo di città

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Salvo Lo Coco

Chiusa Sclafani, 12 marzo – Continua l’occupazione, sono ormai quasi dieci i giorni, di più di trenta ex dipendenti dell’Alto Belice Ambiente presso la stanza del sindaco di Chiusa Sclafani. Una forma pacifica di protesta che accomuna gli operai di Chiusa Sclafani, Giuliana, Contessa Entellina, Campofiorito, Bisacquino, dagli addetti al CCR di Bisacquino, ma anche da diversi amministrativi. Lavoratori che stanno manifestando il proprio disagio dinanzi ad una situazione che non vedono evolversi nei tempi che erano stati loro assicurati.

“I nostri sindaci ci hanno comunicato che non tutti i comuni sono d’accordo a ricevere una quota del personale dell’ABA in esubero (si tratta di 51 unità, ndr)”. Una condizione che potrebbe fare saltare l’accordo che prevede la riassunzione di tutto il personale presso la “Belice Impianti srl”, la società di scopo sorta in seno alla SRR.

Alcuni di loro sono ex dipendenti dei comuni transitati all’ABA. “Da una condizione di sicurezza lavorativa ci troviamo senza lavoro, per cause non riconducibili a noi. Stiamo pagando a nostre spese le cattive gestioni condotte da altri”.

I lavoratori lamentano ancora l’attesa della retribuzione per i primi 22 giorni di dicembre antecedenti la dichiarazione di fallimento della società, e la quota della 14esima mensilità non ancora percepita per il 2015.

Così come dichiarano di nutrire grossi dubbi sulla possibilità di vedersi retribuite le giornate lavorate dal 22 dicembre al 10 febbraio: “Ci era stato chiesto di continuare a lavorare, con la garanzia che ci avrebbero pagato. Oggi non è più chiaro chi debba retribuirci”.

“Alcuni colleghi di altri comuni hanno percepito l’ASPI (indennità di disoccupazione), noi neanche quella”.

Sono diversi gli incontri tenuti dai lavoratori esasperati con i primi cittadini ma rimangono forti le perplessità sul loro futuro.

“Se dall’incontro di oggi presso il Dipartimento regionale ai Rifiuti non arriveranno soluzioni definitive, certe, e da realizzarsi in tempi rapidi, avvieremo altre forme di protesta”. Dichiarano di condividere le dichiarazioni rilasciate ieri a Filo Diretto dai colleghi di Camporeale che hanno minacciato, in caso di esito negativo, di bloccare i mezzi delle ditte esterne che al momento stanno provvedendo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

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