Alto Belice Ambiente. Da Camporeale arrivano minacce di azioni eclatanti se non arriveranno risposte concrete da parte dei sindaci

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Camporeale, 11 marzo – Sono giunti alla terza settimana di occupazione gli ex dipendenti dell’Alto Belice Ambiente che operano per il territorio del comune di Camporeale. 11 dipendenti, uomini e donne, che stazionano giorno e notte nella stanza del sindaco in attesa di una risposta che tarda ad arrivare.

“Siamo stanchi delle promesse che ci vengono fatte dalla politica”, dichiarano sconfortati. “Ci troviamo in un tunnel dal quale non vediamo ancora una via d’uscita”.

L’occupazione è stata svolta in modo pacifico, finora. Ma la tensione è alta, nella stanza si percepisce, e potrebbe esplodere tra qualche giorno. I lavoratori concedono un ultimatum: il 12 marzo, data in cui si terrà presso il Dipartimento regionale ai Rifiuti l’incontro tra il Presidente della SRR, i 17 sindaci del territorio servito dall’ATO, il Commissario Taverna e l’assessore Vania Contrafatto o un suo delegato.

I lavoratori si aspettano che da quell’incontro giunga una decisione definitiva e risultati concreti. “Troppe volte i sindaci ci hanno promesso che a breve avremmo ripreso a lavorare. Invece vediamo soltanto che a lavorare sono le ditte esterne”.

Come preannunciato ieri pomeriggio durante la seduta del consiglio di comunale di Monreale dal sindaco Piero Capizzi, il nodo da sciogliere riguarda la distribuzione delle 51 unità (su 276) “in più” rispetto alle necessità dei comuni. All’incontro di domani presso il Dipartimento si dovrebbe mettere nero su bianco l’accordo con i sindacati firmatari che prevede la distribuzione di questi dipendenti tra i 17 comuni.

“Non può essere seguito il solo criterio del peso demografico dei comuni”, ha dichiarato Capizzi, poiché in questo caso Monreale si vedrebbe assegnate circa 20 unità in più. Il primo cittadino monrealese si è dimostrato convinto che una soluzione più ragionevole verrà adottata.

Si sta infatti ragionando su una proposta che adotti anche altri criteri per giungere ad una distribuzione più equa. Una proposta che però potrebbe trovare l’opposizione di alcuni comuni che non vogliono accollarsi una sola unità in più rispetto a quante ne necessitano realmente. Il rischio che il tavolo salti è concreto, ed in questo caso il sindaco di Monreale si è detto pronto a sostenere il carico delle sole 70 unità che già operano su Monreale.

E’ questo lo scenario che i lavoratori temono. Da Camporeale non accettano ulteriori giri di parole: “Se domani non vediamo risultati concreti faremo azioni eclatanti. Se non lavoriamo noi non lavorerà più nessuno, bloccheremo le ditte private anche a costo che ci arrestino”. E non è detto che il loro esempio non venga seguito negli altri comuni.

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