RICORSO DEI PRECARI, IL PRONUNCIAMENTO DEL TRIBUNALE ARRIVERÀ FRA OLTRE UN ANNO

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Monreale, 10 marzo – Si allungano ancora i tempi per la sentenza che il Tribunale di Palermo dovrà emettere in merito al ricorso presentato nel 2013 da un consistente numero di lavoratori precari del Comune di Monreale, che si sono rivolti al giudice del lavoro per ottenere il riconoscimento della trasformazione a tempo indeterminato dei loro contratti. A tutelare i loro interessi sono i legali Massimo Errante e Fabio Martorana, mentre la giunta municipale, sotto la guida del sindaco Filippo Di Matteo, ha affidato all’avvocato Carmen Milazzo l’incarico di rappresentare e difendere l’ente sia nel giudizio che negli eventuali gradi successivi.

L’avvocato Milazzo ha depositato il 31 marzo dello scorso anno in Tribunale la “memoria di costituzione” attraverso cui l’amministrazione comunale, argomentando ovviamente le proprie ragioni, ha chiesto che il ricorso proposto dai lavoratori venga respinto “perché infondato in fatto e diritto”.

“L’udienza si doveva tenere alla fine di questo mese – spiega il segretario aziendale della Cisl-Funzione Pubblica, Nicola Giacopelli – ma il giudice Matilde Campo ne ha disposto il rinvio al 28 aprile del prossimo anno: l’attesa per la sentenza, dunque, si prolunga di oltre un anno, dopo il primo differimento dell’aprile del 2014. Nessuno evidentemente può prevedere quale sarà l’esito finale della causa, che con ogni probabilità sarà esaminata anche alla luce della storica sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea pochi mesi orsono in merito al ricorso presentato dal personale precario scolastico”.

In ogni caso, il rapporto di lavoro dei lavoratori comunali con contratto a termine è stato rinnovato dalla giunta Capizzi sino al prossimo 31 dicembre, in attesa che sia possibile avviare le procedure per la loro definitiva stabilizzazione.

“Sino ad ora – conclude Giacopelli – al di là delle apprezzabili ‘belle parole’ e delle buone intenzioni, il sindaco non ha ancora definito, né chiarito quali siano i suoi programmi in merito alla futura sorte degli 85 dipendenti precari, né tantomeno dei 9 lavoratori socialmente utili: questi ultimi, in particolare, sembrano davvero dimenticati e appaiono sempre più ‘figli di un dio minore’. Il destino di tutti loro è anche legato al piano di riequilibrio, del quale non si sa più nulla e che ormai è annoverato fra i grandi misteri del nuovo secolo”.

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