Pietro Novelli. “learning by doing”, un modo assolutamente rivoluzionario di fare scuola

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La scuola è il fondamentale luogo d’elezione per apprendere, crescere, arricchirsi, sviluppando competenze sempre più articolate e trasversali, dove l’interazione docente-alunno costituisce il fulcro essenziale del processo educativo, che personalizza ed adegua i vari percorsi didattici alle reali esigenze cognitive, proprie di una personalità in fieri, in  uno scambio di contenuti, che tuteli e valorizzi il personale “stile d’apprendimento” di ciascuno. Tale processo ipotizza un percorso, al quale nessun docente può e deve sottrarsi, se vuole che la sua azione didattico-educativa diventi sempre più efficace, incisiva e aderente alle necessità di “crescita culturale ed umana” del discente, il percorso della “formazione permanente”.

L’Istituzione scolastica “P. Novelli” può ritenersi all’avanguardia su questo vesante, in quanto sempre ricettiva ad accogliere e veicolare nuove metodologie e strategie operative, supportate da strumenti e tecnologie didattiche, diventate ormai prassi, nelle varie classi.

Nei giorni 19, 20 e 21 febbraio, nei locali dell’aula magna, ha avuto luogo un corso di formazione davvero interessante e concretamente spendibile nella realtà didattica, in quanto rispondente alla crescente esigenza di aderire, con una consapevolezza sempre maggiore, ai vari stili d’apprendimento di tutti gli alunni, riservando loro un’attenzione più professionalmente efficace, per prendere in carico le loro effettive potenzialità, o anche le loro fragili certezze, sulla base di nuovi mezzi e frontiere della didattica sperimentale, le quali devono tener conto di una assoluta verità, che presuppone l’inevitabile presa di coscienza di un innegabile dato reale, quello di trovarci d’innanzi ad alunni, che posseggono delle competenze informatiche, quasi innate, che li caratterizzano, effettivamente, come “nativi digitali”.

Conduttore competente ed efficace del percorso formativo, il prof. Massimiliano Capezzone, esperto nazionale dell’UCIIM, profondo e pregevole conoscitore delle implicazioni informatiche nel “modus operandi” proprio della spermentazione sul campo, che, nello scorso mese di settembre, aveva già “posto in essere” un corso formativo, sulla gestione multiforme e poliedrica del mezzo informatico più innovativo in classe, la lavagna multimediale o LIM.

Questo corso si configura, pertanto, come un ulteriore step, l’analisi accurata e l’utilizzo concreto di un software, “Opedia Classroom”, assolutamente rivoluzionario di un modo di fare scuola, basato sulla”carta”, che, se pur, per ovvi motivi, non può essere del tutto sostituibile in determinate prassi, deve necessariamente risultare, nell’era tecnologica, pervaso da logiche pedagogiche, fondate sulla predisposizione delle nuove generazioni, all’azione, ad uno specifico approccio didattico più “del fare”, “dell’interagire”, cinestesico, con l’utilizzo di mezzi, che non siano solo i quaderni, ma anche quelli ormai più  affini alla loro “forma mentis”, i tablet.

L’asset metodologico-organizzativo, sperimentato dai docenti, in gruppi costituenti delle vere e proprie “classi virtuali”, è risultato assolutamente conforme proprio con tale presupposto pedagogico – culturale, quello del “learning by doing”, che sottende ed enfatizza la costruzione del sapere e della conoscenza, attraverso un virtuale approccio dialogico, che include un iter metacognitivo e una condivisione d’intenti, di idee e di percorsi, difficilmente attuabile con le procedure tradizionali.

La D.D. “P. Novelli” intende proseguire l’esperienza formativa, facendo propria la riflessione, secondo la quale, spesso risulta necessario esplorare nuove strade da percorrere, nuovi itinerari, nuovi riferimenti nella complessa  “topologia” di quel sapere efficace, l’unico sapere capace di modificare la realtà contigente, nella consapevolezza che sperimentare è come armonizzare nuovi accordi, melodie inusuali per offrire alle nuove generazioni input creativi, affinché ciascuno diventi originale artefice della “partitura” su cui tessere quotidianamente i propri vissuti cognitivi ed emozionali.

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