Piano d’azione per le energie sostenibili: la presentazione ieri a Villa Savoia

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Monreale, 30 Gennaio. Si è svolta ieri pomeriggio, a partire dalle 17.00 circa, la conferenza di presentazione del piano d’azione per le energie sostenibili (PAES), approvato all’unanimità dei presenti dallo scorso consiglio comunale e che adesso dovrà essere inoltrato agli organi regionali ed europei per essere lì vagliato.

Alla presentazione erano presenti l’assessore Nadia Olga Granà, che ha fortemente spinto per la redazione del piano, il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Di Verde, il presidente della terza commissione consiliare Paola Naimi e l’architetto Passafiume, della NEXT, la società che ha redatto il piano.

Presenti anche il capogruppo del PD Ignazio Davì, l’assessore Nicola Taibi ed il consigliere comunale Valeria Viola.

La redazione del piano è a costo zero per il nostro Comune, dato che la società verrà pagata con somme regionali e comunitarie all’approvazione del piano.

Ma cos’è il PAES?

I contenuti del piano, dopo che l’assessore Granà aveva spiegato la storia della sua nascita, fin dall’adesione nel 2013 del nostro Comune al “Patto dei Sindaci”, sono stati esposti in sintesi dall’architetto Passafiume, ad una platea si coinvolta, ma invero non molto nutrita.

Nello specifico, la versione integrale del piano verrà presto pubblicata all’albo pretorio del nostro Comune.

Il piano prevede un connubio fra l’ente pubblico comunale e la cittadinanza, che porti Monreale ad abbassare le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Rispetto a quale dato questo abbassamento è calcolato?

Qui entra in gioco la prima parte del piano, che descrive, attraverso un’analisi mista “top-down, bottom-up”, l’andamento del consumo di energia nel territorio monrealese dal 1990 al 2013.

L’analisi statistica effettuata sui dati, ha evidenziato come, nell’anno “target” individuato fra quelli presi in esame, il 2005, il territorio del Comune di Monreale abbia prodotto139.549,68 tonnellate di CO2, una produzione di 4,04 tonnellate pro capite.

Incidono, per la parte di CO2 prodotta dall’ente comunale, gli edifici pubblici per il 70% circa, l’illuminazione per il 28% e il parco macchine per il 2%.

L’abbattimento del 20% delle emissioni, porterebbe secondo il piano ad una riduzione, al 2020, di 7907 tonnellate di anidride carbonica. Questo l’obiettivo minimo, che il piano però incrementa, prevedendo una riduzione del 21,7%, 10.863 tonnellate.

Quali sono le azioni che porteranno all’abbattimento?

Saranno di due tipi: quantificabili e non quantificabili.

Le azioni non quantificabili, comunque previste nel piano, sono quelle che riguarderanno la sensibilizzazione scolastica e cittadina, l’informazione e la comunicazione.

Le azioni quantificabili, invece, saranno svariate. Fra le più importanti, in riferimento all’ente comunale, vi saranno l’efficientamento degli edifici comunali e dell’illuminazione pubblica, la solarizzazione degli stessi, ed infine la costruzione di impianti di cogenerazione e trigenerazione (produzione di energia elettrica, di calore e di refrigerazione) nelle pertinenze del comune.

Tutto ciò, attravrso l’accesso privilegiato a finanziamenti comunitari che l’approvazione del piano comporta. Ma non solo. Il piano prevede anche la chiara indicazione delle azioni concrete e dei soggetti responsabili delle stesse, con precisi strumenti di controllo che verranno affidati a personale qualificato.

Entro il 31 Gennaio, il PAES verrà inserito nel portale energetico regionale, e successivamente in quello europeo. Si dà così continuità alle tre fasi del piano d’azione: firma del patto, pianificazione ed attuazione.

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