Alto Belice Ambiente. Per il curatore fallimentare nessun dubbio. I 277 rapporti di lavoro sono sospesi. “I lavoratori non possono rendere la prestazione in favore della società fallita”

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L’Avv. Cristina Bonomonte, curatore fallimentare dell’Alto Belice Ambiente SPA, sgombra, se fosse necessario, qualsiasi dubbio sulla posizione dei 277 lavoratori dell’ATO.

In una lettera inviata oggi al neo Commissario Straordinario, arch. Taverna, e per conoscenza all’Assessorato regionale competente e alla FIT CISL, la dott.ssa Bonomonte ribadisce “che, considerata la natura sinallagmatica del contratto di lavoro, lo stesso è entrato in una situazione di quiescenza, fino al momento in cui gli organi fallimentari non decideranno di sciogliere (con il licenziamento) il rapporto, ovvero proseguirlo, e ciò solo nell’ipotesi di esercizio provvisorio autorizzato dal Tribunale”.

“Fino a quel momento, pertanto, – spiega il curatore fallimentare – non sussiste alcun diritto per il lavoratore a percepire la retribuzione e, conseguentemente, non vi è obbligo alcuno di corrisponderla. Con il fallimento l’impresa entra in una fase statica e quindi i rapporti di lavoro devono ritenersi temporaneamente sospesi, con conseguente stato di quiescenza dei diritti ed obblighi reciproci”.

Il Curatore ha inoltre specificato che non ritiene di utilizzare le prestazioni del dipendente a causa delle esigenze della procedura, ed è quindi sua facoltà sciogliere il contratto tramite l’intimazione di licenziamento, “la quale ha efficacia retroattiva alla data della dichiarazione di fallimento”.

Nessun dubbio quindi sulla questione stipendi per il curatore.

“Il Tribunale non ha disposto l’esercizio provvisorio e dunque i rapporti di lavoro sono allo stato sospesi, con conseguente impossibilità dei lavoratori di rendere la prestazione in favore della società fallita”.

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