Alto Belice Ambiente. Per il curatore fallimentare i rapporti di lavoro sono già in stato di quiescenza

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Monreale, 19 gennaio – Avranno tempo solo 3 giorni i comuni soci dell’Alto Belice Ambiente per manifestare alla curatela della società l’interesse all’affitto di un ramo d’azienda finalizzato al successivo acquisto, al noleggio di singoli beni e/o all’assunzione dei dipendenti in servizio.

Il curatore fallimentare dell’ABA s.p.a., la dott.ssa Cristina Bonomonte, con una lettera inviata alla società è stata chiara e non ha dato spazio a soluzioni alternative. “Preso atto che la Regione Siciliana non ha nominato il Commissario Straordinario nel territorio ricompreso nell’ATO 2, con la conseguenziale cessazione della Gestione Straordinaria da questi esercitata in nome e per conto dei Comuni soci”, la curatela si accinge a dar corso alle procedure di licenziamento dei dipendenti ai sensi della L. 223/1991.

La curatela, nel rispetto della legge fallimentare, procederà quanto prima alla liquidazione di tutti i beni aziendali, ma, per venire incontro alle esigenze di ordine pubblico connesse alla esecuzione del sevizio di gestione integrata dei rifiuti già reso dalla società fallita, ritiene opportuno verificare l’interesse dei singoli comuni, o di raggruppamenti di essi, a procedere con l’affitto di rami d’azienda, finalizzato alla vendita della stessa, o al noleggio di beni strumentali, con o senza l’assunzione del personale. Il 22 gennaio è il termine ultimo posto per presentare le manifestazioni d’interesse.

Nella lettera inviata ai sindaci/soci, la dott.ssa Bonomonte ha sottolineato come a partire dal 22 dicembre 2014, data del decreto di fallimento della società, i rapporti di lavoro dei dipendenti sono considerati in stato di quiescenza. Quindi nulla è dovuto a coloro che hanno continuato a fornire il servizio fino ad oggi. Un particolare che ha allarmato ulteriormente i lavoratori.

Al termine dell’incontro tenutosi questa mattina con il capo di gabinetto del Dipartimento Rifiuti (assente l’assessore Contrafatto perché a Roma) i sindacati si sono spostati in Prefettura per esporre la gravità della situazione. Una situazione che forse in pochi pensavano potesse degenerare a tal punto.

Secondo Dionisio Giordano, segretario regionale FIT CISL Ambiente, l’unica strada da seguire è quella che porterebbe alla nomina di un Commissario Straordinario, così da giustificare la prosecuzione della gestione del servizio. Per Giordano il documento del curatore è viziato da un errore: “Il curatore non può affermare che i lavoratori, che hanno fino ad oggi proseguito a fornire il servizio, si trovano già in posizione di quiescenza”. I sindacati chiedono quindi che il curatore rettifichi il comunicato inviato ai sindaci.

Tra i lavoratori, che hanno appreso della missiva del curatore, l’aria è tesa. E c’è chi vorrebbe da subito incrociare le braccia. “Abbiamo dato indicazione ai lavoratori di continuare a lavorare ancora fino a domani – dichiara Giordano – in attesa di notizie confortanti. Siamo l’ultimo baluardo per evitare che la gente impazzisca”.

Intanto, è in corso a Corleone in queste ore un incontro tra i 17 sindaci soci dell’ABA per decidere quali azioni adottare.

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