Pietro Novelli, “Mens sana in corpore sano”. Un seminario sull’alimentazione

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Monreale, 15 gennaio – Ieri, 14 gennaio, nei locali dell’aula magna della D. D. Pietro Novelli, secondo incontro con i genitori, finalizzato ad una migliore integrazione di “intenti educativi” tra istituzione scolastica e famiglia. Fulcro tematico di tale momento formativo: “l’imprescindibile valenza preventiva dell’alimentazione, in un’ottica di salvaguardia del benessere e della salute dell’individuo”.

Organizzatrice dell’incontro l’insegnante Giuliana Barone, referente alla legalità ed al benessere, inteso, nell’accezione più ampia, come supporto ed integrazione di attività sportive e consapevolezza nelle scelte alimentari, propedeutiche alla realizzazione del vecchio motto: “Mens sana in corpore sano“.

L’avvio dell’iter formativo è stata affidato alla cortese, rilevante e prestigiosa conduzione del prof. Giuseppe Carrubba, responsabile dell’oncologia clinica e sperimentale dell’ospedale civico di Palermo, che con chiarezza espositiva, senza il formalismo della lezione accademica ha avviato un escursus eziologico su quelle patologie pandemiche, responsabili della maggiore mortalità nel mondo, quali le malattie cardio-vascolari, i tumori, le malattie endocrino-metaboliche, proponendo un parallelismo tra l’incidenza di tali patologie e le diverse aree geografiche, ognuna caratterizzata da precise abitudini alimentari. Il professore ha fatto notare come, attraverso studi clinico-scientifici, l’incidenza del cancro alla mammella, di quello alla prostata, o di altre malattie di natura cardio-vascolare, appare decisamente superiore in quei paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, dove il consumo di carne rossa o di grassi saturi è decisamente più elevato rispetto a quelli asiatici.

L’argomento trattato nelle vie generali, con competenza e puntuale analisi, ha assunto, via via, una veste diversa, interessante ed innovativa, quando il professore ha presentato la dieta mediterranea come presidio per la tutela della biodiversità alimentare, finalizzato a sostenere, a scopo di prevenzione primaria della malattia oncologica o di altra natura, piccole eccellenti produzioni alimentari con il ripristino di tecniche di lavorazione tradizionali. Il recupero dell’enorme patrimonio alimentare siciliano, delle farine di grano duro, ricavate con le procedure delle antiche macine, degli oli, il cui processo produttivo e la relativa funzionalizzazione, cioè il loro arricchimento naturale, con ad esempio i polifenoli, ricavati da prodotti di scarto, investono un’enorme valenza preventiva, supportata oggettivamente, da studi clinici randomizzati.

Gli studi sperimentali del prof. Carrubba sono confluiti in un ambizioso progetto, denominato DiMeSa, basato proprio sulla conduzione di una ricerca sui prodotti tradizionali dell’agroalimentare siciliano, al fine di potenziarne il fine salutistico e validarne gli effetti protettivi sul benessere dell’individuo, sin dalla sua tenerissima età, in termini di lotta all’obesità e prevenzione delle più svariate  patologie.

La Sicilia può considerarsi un micro-continente, che include situazioni climatiche e paesaggistiche diversissime, ognuna delle quali è caratterizzata da specifiche eccellenze agroalimentari, antico dono anche delle varie dominazioni, che si sono avvicendate nella storia, lasciandoci dei veri “tesori” da tutelare ed utilizzare per adeguarci ad uno stile di vita, dove la vera prevenzione, passa dalla tavola. “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, così diceva Ippocrate nel 400 A.C, precursore di un’intuizione che il professore Carrubba ha saputo cogliere ed approfondire.

Solo il ripristino della nostra più antica e saggia tradizione alimentare può costituire, infatti, il principale scudo per difenderci dai tanti veleni, con i quali, inconsapevolmente, spesso ci nutriamo.

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