L’inchiesta di Filodiretto va su Striscia la Notizia: l’impianto di compostaggio fantasma

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Monreale, 10 dicembre – L’impianto di compostaggio che si trova a Bisacquino, in provincia di Palermo, è stato realizzato nel 2010, con fondi pubblici (FONDI Regionali comunitari FESR – realizzato nell’ambito del Piano di Gestione dei Rifiuti in Sicilia – 2002) per trattare i rifiuti umidi e vegetali prodotti nei 17 Comuni che ricadevano nell’ATO PA2 tra cui anche il comune di Monreale. L’impianto avrebbe una potenzialità di trattamento di rifiuti organici, raccolti in forma differenziata, (come frutta, verdura, potature legnose, scarti della ristorazione ecc.) pari circa a 6.500 tonnellate/anno di miscela umido. 

Filodiretto ha deciso di scavare a fondo sulle cause che non hanno portato, fino ad oggi, all’apertura dell’impianto costato, nel 2010, circa 3 milioni di Euro. Il programma televisivo di Canale 5, Striscia la Notizia, ha preso in considerazione la nostra indagine ed ha così deciso di dare rilevanza nazionale alla notizia. L’inviata di Striscia Stefania Petyx, insieme all’immancabile bassotto, approfondirà la questione e affronterà inoltre, il problema della raccolta differenziata e della continua emergenza rifiuti nel nostro territorio. 

La storia dell’impianto.Oggi l’impianto è di competenza (e di proprietà) dell’Alto Belice Ambiante, la società d’ambito per la gestione dei rifiuti all’interno dell’ATO PA 2(in liquidazione) di cui il comune di Monreale, in particolare, è socio al 25%. 
Inizialmente il comune di Bisacquino aveva realizzato il progetto per la realizzazione dell’impianto che però, in seguito, passò, con relativo decreto di approvazione, in mano all’Alto Belice Ambiente; responsabile tecnico in quel periodo era il dott. Santino Pellerito, coordinatore tecnico della zona A che in seguito ha rassegnato le dimissioni per quanto riguarda l’impianto di compostaggio. 

Durante i lavori di costruzione, tra il 2009 e il 2010, la ditta incaricata si trovò dinnanzi ad una “sorpresa geologica” durante la posa delle fondazioni. La realizzazione di alcune paratie, inizialmente non previste nel progetto, portò quindi ad un inaspettato aumento dei costi. Il 19 gennaio 2010 l’impianto di compostaggio fu inaugurato in pompa magna dall’ex parlamentare regionale di Forza Italia Salvino Caputo, allora presidente dalla società Alto Belice Ambiente. Finita la festa l’impianto di compostaggio non entrò mai in funzione a causa di alcune criticità sollevate dalla provincia di Palermo durante il collaudo. Furono trovati dei problemi nella struttura tra cui la pavimentazione non impermeabile, cordoli da realizzare e altre piccole opere che si sarebbero dovute realizzare, la società Alto Belice Ambiente investì quindi altri 100.000€ per terminare le opere di adeguamento. 

Nel 2012 si attendeva ancora il collaudo dell’opera che doveva essere eseguito da un dipendente nominato dalla Regione Siciliana che era, tra l’altro l’organo finanziatore. Il collaudo fu finalmente eseguito dall’architetto Musso a fine 2012. In seguito l’ing. Di Martino, direttore dei lavori, sollecitava, tramite la società Alto Belice Ambiente, la Regione a procedere all’approvazione delle polizze fideiussorie e chiedeva alla Provincia di effettuare nuovamente il sopralluogo. Il parere della provincia è un passaggio determinante che oggi ancora non è stato eseguito. Da fine 2012 la situazione quindi è in stallo. 
L’Alto Belice Ambiente, di recente, ha chiesto ai comuni che fanno parte della società d’ambito se fossero interessati a terminare l’opera che dovrebbe passare nelle competenze dell’SRR (l’SRR deve gestire per legge tutti gli impianti). La ditta incaricata avrebbe stimato in 40.000 € i lavori necessari a ripristinare i macchinari, in seguito al logoramento dovuto al trascorrerete del tempo.

Il dubbio consiste nelle cifre per l’avvio dell’impianto. Fonti interne all’Alto Belice Ambiente fanno sapere che servirebbero circa 120.000 € per opere di completamento, più un importo per la fase di avviamento quantificat0 in 199.125,00 Euro per i primi 6 mesi.
L’11 settembre 2013 il commissario liquidatore dell’ATO PA 2 Roberto Terzo alla testata Filodiretto dichiarava, in effetti, che sono stati completati i lavori di adeguamento elettrico all’impianto di compostaggio di Bisacquino, ove bisogna “solo” registrare il funzionamento di alcune attrezzature, compromesse a causa del mancato utilizzo.

Oggi l’impianto dovrebbe passare in mano al nuovo SRR PALERMO PROVINCIA OVEST, di cui è presidente l’ex sindaco di Monreale Filippo Di Matteo. Di Matteo ha dichiarato di aver già presentato istanza alla Regione Siciliana al fine di acquisire l’impianto di compostaggio ma ancora non ha ricevuto risposta. L’impianto oggi quindi è e continua a rimanere in mano all’ATO PA 2. 

L’impianto fermo con le 4 frecce.Il problema principale risiede nell’interesse dei sindaci dei comuni interessati. L’impianto infatti non potrebbe soddisfare la richiesta per il conferimento di tutti i rifiuti organici provenienti da tutti i comuni dell’ATO, oggi diventato SRR, (ad oggi circa 6500 tonnellate l’anno) ed i comuni che non effettuano la raccolta differenziata (Monreale in primis, Altofonte, Belmonte Mezzagno…) non sembrano nutrire alcun interesse affinché l’impianto di compostaggio entri in funzione. 
Per i comuni virtuosi invece, sarebbe un grande vantaggio poter riciclare anche la componente organica dei rifiuti in quanto comporterebbe un notevole risparmio. I comuni virtuosi sarebbero disposti ad anticipare le somme necessarie per la realizzazione dei lavori ma la legge prescrive che gli impianti devono essere di competenza dell’SRR (e quindi di tutti i comuni anche i non virtuosi). 
Ricordiamo che l’SRR contiene i comuni dell’ex ATO PA 2, tranne Altofonte e Belmonte Mezzagno, più altri 7 comuni dell’ex Coinres. Si passa quindi da 17 a 23 comuni. 

Il fatto grave è che nonostante si siano già spesi circa 3 milioni di Euro per la realizzazione dell’impianto di compostaggio di Bisacquino, a Monreale in particolare e negli altri comuni non virtuosi dell’ATO PA 2, la raccolta differenziata è ancora un miraggio. E’ notizia del 3 dicembre 2014 che l’amministrazione di Monreale, vista l’emergenza rifiuti in atto per la chiusura della discarica di Siculiana, proporrà la riapertura della discarica in contrada Zabbia che si trova tra Grisì e Corleone in territorio monrealese. Zabbia è stata inserita fra i siti per cui l’Italia paga la multa dell’Unione Europea). 

Tutto questo accade mentre i costi della gestione dei rifiuti ormai sono divenuti esorbitanti. (L’ATO PA 2 avrebbe, secondo la relazione del commissario giudiziale Liguori, una situazione debitoria di circa 72.000.000 DI EURO).
Presto in TV, su canale 5, Stefania Petyx, darà rilevanza nazionale alla questione relativa all’impianto di compostaggio e alle difficoltà di far partire la raccolta differenziata all’interno dei comuni della zona A dell’ATO Palermo 2.

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