Dipendenti ATO senza lo stipendio di novembre e la tredicesima. Giovedì sit-in dinanzi la Prefettura di Palermo

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Elettorale Russo

L’avevamo anticipato la settimana scorsa. Non sarebbe bastato il saldo dello stipendio di ottobre a quietare gli animi dei dipendenti dell’Alto Belice Ambiente.

Siamo a metà dicembre e non sono state pagate le retribuzioni di novembre né le tredicesime per i 277 dipendenti che operano nei 17 comuni serviti dall’ATO PA2. Inoltre, ad eccezione di quelli che operano nei comuni di Monreale, Piana degli Albanesi e Roccamena, i lavoratori sono ancora in attesa della retribuzione di settembre, “congelata” dalla sentenza di insolvenza della società emessa dal Tribunale di Palermo a fine ottobre.

Questa mattina, quindi, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL hanno indetto un sit-in da tenere il prossimo giovedì 18 dicembre dinanzi la Prefettura di Palermo in Via Cavour.

Il 24 novembre scorso le rappresentanze sindacali, in seguito ad un analogo sit-in, erano state ricevute dal vice prefetto. Al sit-in erano seguite altre forme di protesta. Alcuni lavoratori si erano insediati anche presso la Sala Rossa del comune di Monreale per ben due volte, chiedendo di incontrare i vertici della società in presenza del sindaco Capizzi.

I sindacati chiedono l’intervento della Prefettura affinché venga convocato un tavolo tecnico con tutti i Sindaci Soci dell’ATO e gli organi istituzionali che governano la Società, al fine di poter dare notizie rassicuranti sul pagamento delle retribuzioni arretrate e sul futuro lavorativo e, si legge nella nota inviata in Prefettura, “per contestualmente scongiurare eventuali atti di protesta da parte dei dipendenti dettati dalla disperazione”.

Le sigle evidenziano come, nonostante il mancato pagamento delle retribuzioni e la possibile dichiarazione di fallimento che incombe sul futuro di tutti i lavoratori, quest’ultimi, in modo responsabile e mostrando attaccamento al lavoro e rispetto per i cittadini, hanno continuato a garantire la continuità del servizio.

“Se giovedì non si otterranno risposte certe – dichiarano i sindacati – non ci fermeremo e continueremo con altre forme di agitazione”.

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