#SICAMBIA: il centro storico, l’area pedonale, i continui cambi di logica

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Monreale, 12 Dicembre. Torna a tener banco la questione relativa alle aree pedonali nel centro storico della nostra città. Fra chiusure sperimentali e riaperture, si divide la cittadinanza, ed anche il mondo politico.

In merito interviene anche il gruppo #SICAMBIA, con una nota che sottolinea la positività della chiusura al transito automobilistico delle piazze principali, ma anche la negatività della sua riapertura, auspicando una decisione chiara e univoca.

“Terminate le visite ufficiali della Commissione Unesco e del Presidente della Polonia, il centro storico, com’è noto, dalla pedonalizzazione di una sua parte, fatto ormai a cui la gente si era favorevolmente abituata, era stato restituito al traffico. Male!

Ma con l’inizio delle festività natalizie, il centro storico – salvo ulteriori (s)cambi di logica – dovrebbe tornare area pedonale. Bene!

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Purtroppo è chiaro il susseguirsi di un cambio di logica, al cambio di logica precedente, tale da essere disorientante.

Il Sindaco, inoltre, il 29 settembre scorso, a 100 giorni dal suo insediamento, in una intervista, alla domanda secca “Sulla chiusura delle piazze non tornerà mai indietro?”, rispondeva “Mai. Anzi, il progetto di pedonalizzazione del centro storico è ancora all’inizio”.

E invece sappiamo cosa ha invece significato nella realtà quel mai!

A questo punto si può non dirla come Lorenzo Dé Medici “….del domani non v’è certezza” o con la più contemporanea canzone di Vasco Rossi “domani si….adesso no…poi dici sempre non lo so….”?

All’esterno, così facendo, infatti, trapela la precarietà e l’instabilità di una idea politica e di Governo della città in senso lato, pericolosamente labile: in nessuna città, a maggior ragione se del circuito Unesco, i centri storici sono usati senza essere valorizzati con valide politiche della Cultura e dell’Arte.

Nessuno ha più chiaro quale sia la vera idea: prima traffico chiuso (e multe a gogò), poi riaperto, poi ancora chiuso durante il Natale.

E dopo? E soprattutto perché fino a Natale?

A questo punto ci sarebbe una domanda più impegnativa ma importante per la nostra città e la sua economia a vocazione turistica(?) “Dov’è finita l’atmosfera da Unesco?”

Perché è questa la domanda che si già pone chi ci osserva anche per investire.

Perché la vera scommessa non è solo quella di entrare a far parte del circuito Unesco: la scommessa è arrivare o addirittura superare i target turisti, commerciali e di servizi attuali, anche rispetto alle città che già fanno parte di quel circuito.”

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