Transazione AMIA. Di Matteo: “Non è conveniente per il Comune di Monreale. Il Sindaco si è confuso o persegue un fine a noi ignoto?”

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Araba Fenice desk

Non tende a placarsi il dibattito sulla transazione proposta dal sindaco Piero Capizzi alla curatela dell’Amia.

Dopo il susseguirsi delle dichiarazioni di vari esponenti politici prende posizione anche l’ex sindaco, avv. Filippo Di Matteo.

“Ho letto in questi giorni le dichiarazioni e le affermazioni rispettivamente del segretario Zuccaro e del Sindaco Piero Capizzi, e atteso che chiamano in ballo l’operato della mia amministrazione mi sembra doveroso fare alcune precisazioni.

Il primo punto riguarda l’opportunità e la convenienza per il Comune e per tutti i cittadini di Monreale di addivenire alla transazione con l’Amia visto che abbiamo vinto tutte le cause.

Da un’attenta  lettura degli atti,  sentenze dei diversi giudizi, parere dell’Avv. Rizzuto nonché della stessa proposta transattiva a firma del Sindaco Capizzi, si capisce che non è conveniente per il Comune di Monreale fare nessuna transazione.

Procedendo con ordine è opportuno che i cittadini Monrealesi sappiano che l’Amia aveva iniziato azione contrattuale contro il Comune per il pagamento della discarica.

Il Tribunale di Palermo prima e la Corte di Appello dopo hanno rigettato le domande dichiarando che nessuna somma deve il Comune di Monreale all’Amia SpA per mancanza del contratto scritto.

Successivamente l’Amia inizia altre due cause contro il Comune di Monreale per illecito arricchimento, il Tribunale di Palermo rigetta le richieste “assumendo la inammissibilità della domanda di arricchimento nei confronti dell’Ente in considerazione del fatto che sussiste la possibilità di Amia Spa di instaurare azione contrattuale nei confronti di quanti (amministratori e funzionari) abbiano consentito la fornitura”.

Alla luce delle superiori sentenze nessuno, mai, avrebbe pensato a proporre in questa fase un transazione. E’ strano che a proporre la transazione sia il soggetto che ha vinto le cause. Di solito a proporre la transazione è sempre colui che perde.

Il Sindaco Capizzi, aggira l’ostacolo affermando che l’ipotesi transattiva trova supporto nel parere dell’avv. Rizzuto dichiarando testualmente nell’art. pubblicato da Monreale News “Devo fare presente, inoltre, che l’ipotesi transattiva è stata attentamente valutata e supportata da un articolato parere rilasciato dall’avv. Rizzuto, che l’ha ritenuta assolutamente opportuna a queste condizioni, sul presupposto che il rischio che il debito ricadrebbe sul Comune di Monreale è elevatissimo”.

Si precisa che contrariamente a quanto affermato dall’avv. Capizzi in nessuna parte del parere l’avv. Rizzuto parla di rischio “elevatissimo” che ricadrebbe sul Comune in caso in cui non si concludesse la transazione.

Anzi, nel parere reso, l’avv. Rizzuto evidenzia che “Il Tribunale di Palermo, seguendo il consolidato e costante orientamento della Suprema Corte ha rigettato le domande assumendo la inammissibilità della domanda di arricchimento nei confronti dell’Ente“. L’avv. Rizzuto continua nel suo parere: “Nell’ambito dei detti procedimenti la materia del contendere comporta l’esame di diverse eccezioni e contestazioni sia in fatto che in diritto oltre ovviamente alla questione assorbente della inammissibilità della domanda……”.

Per cui da una lettura attenta del parere si arriva alla conclusione opposta a quella prospettata dal Sindaco Capizzi.

Ed infatti l’Avv. Rizzuto nel proprio parere evidenzia che la Corte di Appello deve superare tutte le eccezioni e contestazioni in punto di diritto nonché l’eccezione principale della inammissibilità della domanda come affermato dalla Suprema Corte di Cassazione.

Ma vi è di più. Tali conclusioni vengono condivise in pieno dall’avv. Capizzi che  nella stessa istanza presentata al giudice tutelare  ed alla curatela dell’Amia (pag. 3) afferma ….”In altri termini verificandosi la condizione (che questo Ente ritiene alquanto remota) di accoglimento della domanda di indebito il tantundem da rimborsare ad AMIA Spa non sarebbe superiore ad € 2.800.000,00 (cioè una somma inferiore a quella come infra oggi offerta)”. Lo stesso Sindaco Capizzi peraltro sottolinea a chiare lettere che “…l’accoglimento della domanda di indebito proposta da Amia SpA da parte della Corte di Appello e poi eventualmente dalla Corte Suprema di Cassazione appare alquanto problematica alla luce della costante Giurisprudenza di quest’ultima rispetto alla azione di indebito arricchimento  e ciò anche in seguito al D. Lgs 267/2000 avuto riguardo al fatto che si verta in tema di contratto privo di forma scritta (e quindi nullo in radice) e non di mero impegno privo di copertura”.

Ed allora il Sindaco Capizzi spieghi perché vuole fare la transazione.

Il Sindaco Capizzi da un lato afferma che la richiesta dell’Amia non può avere accoglimento e dall’altro dichiara che la transazione è la strada sicuramente più conveniente per l’ente dimostrando così di non avere letto attentamente, né le sentenze, né il parere legale e neppure la propria proposta transattiva inoltrata alla curatela.

Il Sindaco si è confuso o persegue un fine a noi ignoto?

Una cosa è certa, vuole fare pagare a noi Monrealesi tre milioni di euro senza che vi sia alcuna giustificazione giuridica.

Infine mi preme evidenziare che la mia amministrazione sotto la guida attenta e scrupolosa dell’ex Assessore al bilancio La Fiora aveva inserito prudenzialmente il debito solo alla fine del piano di riequilibrio e precisamente nell’ultimo triennio, proprio perché confidavamo in un esito positivo del giudizio alla luce della più volte richiamata normativa e costante giurisprudenza.

Pertanto, invito il Sindaco Capizzi a valutare più attentamente l’opportunità di una transazione con l’Amia che allo stato dalla lettura degli atti sopra riportati non si profila per niente conveniente per il Comune e per i cittadini di Monreale”.

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