Transazione di 3 milioni con l’AMIA? La pagheranno i cittadini monrealesi

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Elettorale Russo

L’affermazione posta in calce al titolo potrebbe apparire scontata, ma così non è. Quando il comune propone una transazione è di norma per decurtare un debito contratto con terzi, a tutto vantaggio dei cittadini che sarebbero altrimenti chiamati a pagare l’intera somma.

Ma nella fattispecie la situazione è ben diversa.

Una breve cronistoria: L’AMIA pretende il versamento di una somma di € 10.193.000 dal Comune di Monreale che, da maggio 1998 a febbraio 2005, conferiva i propri rifiuti solidi urbani presso la discarica di Bellolampo gestita da AMIA. Il Tribunale di Palermo prima e la Corte di Appello dopo, accertato che il rapporto si era svolto privo della forma scritta, avevano respinto la richiesta di AMIA.

Successivamente, la società aveva azionato nei confronti del Comune due distinti giudizi per indebito arricchimento, avanzando nuovamente pretesa per lo stesso importo. Domanda rigettata anche questa volta. Il Tribunale di Palermo ha ritenuto inammissibile la domanda di arricchimento nei confronti dell’Ente, perché l’AMIA avrebbe la possibilità di instaurare azione contrattuale nei confronti di quanti, “amministratori e funzionari”, avevano consentito la fornitura. L’AMIA ha poi proposto appello contro queste sentenze ed i procedimenti pendono presso la Corte di Appello di Palermo.

La proposta transattiva del comune va quindi, apparentemente, in direzione opposta al contenuto delle sentenze. Per il Tribunale, finora, nulla è dovuto all’AMIA, ma il comune presenta un’offerta di 3 milioni di euro per chiudere il contenzioso. Decide di non giocare più una partita nonostante le alte probabilità di vincere.

Più comprensibile sarebbe stato avanzare una proposta di transazione a fronte di sentenze avverse.

E’ su questa questione che alcuni consiglieri, primo firmatario Giuseppe Romanotto, hanno chiesto al sindaco di fornire spiegazioni al prossimo consiglio comunale di giovedì 27 novembre.

Nelle motivazioni a supporto della proposta transattiva avanzata dal comune, si legge la necessità di favorire l’approvazione del Piano di Riequilibrio Pluriennale da parte del Ministero dell’Interno, al fine di scongiurare la dichiarazione di dissesto finanziario per l’Ente. Percorso ancora tortuoso, stante che la procedura va evasa entro l’anno e ci troviamo ancora privi del bilancio di previsione 2014. La transazione porterebbe a ridurre l’importo del Piano di Rientro di circa 7 milioni di euro. E sullo stesso solco va letta la proposta di transazione con l’ATO.

Questa strategia politica salverà anche “amministratori e funzionari” che altrimenti si troverebbero a dovere sostenere con buona probabilità un contenzioso milionario con l’AMIA. “Amministratori e funzionari” che avrebbero già ricevuto dai legali dell’AMIA formali richieste di rimborso del debito. Una strategia che porrà una pietra tombale su tutta la questione, e non farà emergere chi sono gli “amministratori e funzionari” che il Tribunale ritiene responsabili, a fronte di un conto salato di 3 milioni di euro pagato dai cittadini monrealesi.

Ma perché l’operazione vada in porto bisogna che l’AMIA acconsenta e che il Piano di Riequilibrio Pluriennale venga approvato.

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