Manifestare e protestare, ma per cosa? La risposta degli studenti del liceo “Emanuele Basile-Mario D’Aleo”

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Questo è il motto dei ragazzi del liceo monrealese “Emanuele Basile-Mario D’Aleo” emerso dopo una riunione del Comitato d’Istituto alla quale ci è stato permesso assistere, tenutasi il 21 Novembre presso la sede in via Cappuccini. Sotto concessione della preside, ci è stata data l’opportunità di assistere a tale riunione per dar voce ai ragazzi e offrire loro uno spazio per esprimere il proprio pensiero.

La seduta di Comitato si è aperta con un dibattito circa l’aderire o meno a un gruppo studentesco piuttosto che a un altro, con motivazioni e confronti tra le manifestazioni tenutesi nei giorni 14 Novembre e 17 Novembre, considerando gli effetti che queste hanno avuto.

A parere dei ragazzi, la manifestazione più costruttiva è stata quella alla quale hanno aderito nel giorno del 17 poiché essi hanno manifestato per ricordare gli studenti che hanno sacrificato la proprio vita per i propri ideali e poiché in seguito a questa un gruppo di 40 ragazzi ha avuto l’opportunità di parlare con l’assessore e stabilire un tavolo tecnico. Alcuni dei punti affrontati sono stati:

1 Proposta di formazione di una consulta giovanile

2 Richiesta di effettiva validità della carta ‘Io Studio’

“La nostra vuole essere una protesta costruttiva; non siamo scesi in piazza semplicemente per dire NO senza sapere a cosa dirlo. Il nostro obiettivo è proporre, discutere e costruire.”

Tali sono le parole dei rappresentanti d’istituto Vincenzo Ganci e Giuseppe La Mantia. A onor del vero gli studenti si impegneranno nelle prossime settimane per organizzare incontri con associazioni Anti-Mafia e per creare dibattiti cercando di sensibilizzare il più possibile qualunque ragazzo riguardo la situazione scolastica attuale.

E’ stato inoltre possibile discutere con un ragazzo del liceo artistico e due ragazzi dell’istituto agrario di San Giuseppe Jato, dal momento che il liceo “Emanuele Basile-Mario D’Aleo” comprende anche tali plessi.

Le informazioni che ci arrivano dall’artistico hanno una posizione più radicale, della quale però si preferisce non parlare in questo articolo, dal momento che non si è avuto un incontro con i ragazzi di tale liceo.

Due ragazzi dell’istituto agrario hanno, invece, voluto condividere il loro pensiero. Alla domanda perché manifestare? gli studenti Mara Autovino e Salvatore Provenzano rispondo in tal modo:

S. Provenzano: <<A mio parere oggi le manifestazioni studentesche non servono a molto. Manifestare ha assunto il modello dell’usanza, non della protesta. Ormai le manifestazioni diventano il mezzo tramite il quale i giornalisti possono scrivere, accanirsi contro gli studenti. Anche il “rito” della protesta sempre più vicina al periodo natalizio ci strappa un amaro sorriso e offre la possibilità di screditarci. Dovremmo fare altro, qualcosa che davvero possa far girare il vento dalla nostra parte. >>

M. Autovino: <<Io penso che le manifestazioni stanno funzionando, ma parlo in merito al nostro istituto. L’obiettivo di alcuni di noi è manifestare per dare una nuova luce al nostro indirizzo che è poco valorizzato. Dovremmo avere più finanziamenti, è un indirizzo interessante e ormai chiunque sa che l’agricoltura ha il suo ruolo nel mondo. Ma ogni anno abbiamo pochi iscritti e il nostro plesso rischia di chiudere. Ogni volta che un ragazzo dice di frequentare l’agrario la risposta immediata è “quindi vai a zappare”. A noi tutto ciò non sta bene. >>

Tutto ciò dimostra che gli studenti continuano a pensare e ad essere interessati a ciò che sta loro intorno, nonostante vi siano sempre ragazzi poco attivi e totalmente disinteressati con l’unico scopo di saltare qualche giorno di scuola. Ma con una sensibilizzazione maggiore e una partecipazione costruttiva, magari gli eventi potranno navigare verso una nuova rotta.

Simona Schiera

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