Insolvenza ATO. Di Matteo (SRR): “Procedo come previsto da legge. Nessuno rimane fuori”

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L’avv. Filippo Di Matteo, Presidente della Società di Regolamentazione Rifiuti (SRR), ha incontrato questa mattina i dipendenti dell’ATO Alto Belice Ambiente riuniti in assemblea. Ha voluto sgombrare il campo da ogni dubbio sul suo ruolo.

I lavoratori hanno richiesto il trasferimento di tutto l’organico del comune all’interno della SRR, unica via di fuga da una società diretta verso il fallimento. Ed il timore espressamente dichiarato da molti lavoratori è che qualcuno possa invece rimanere fuori.

Di Matteo ha quindi chiarito che si atterrà all’applicazione di quanto previsto da legge: “Io rappresento i 23 comuni della SRR Palermo Ovest. Ed è interesse di tutti i sindaci salvaguardare i posti di lavoro di tutti i dipendenti degli ATO, come d’altronde prescritto dalla legge”.

DI MATTEO2La riforma regionale del settore rifiuti che elimina gli ATO creando gli ARO (Ambiti di raccolta ottimale) e le SRR prevede il transito e il recupero di tutto il personale già in forza presso gli ATO prima del febbraio 2007. “Domattina presenterò ai vostri sindacati la pianta organica. Si tratta di una pura presa d’atto delle dimensioni dell’organico di tutto l’ATO che presenterò all’Assessorato all’Energia. Entro il 15 dicembre verrà presentato anche il piano d’ambito del territorio. Siamo a buon punto e presto verrà definito. Se avremo l’ok dalla Regione si procederà al trasferimento dei dipendenti”.

Di Matteo ha anche risposto agli amministrativi della società che temevano di rimanere fuori dall’operazione: “Alcuni ARO hanno presentato un progetto che prevede l’assunzione degli operai senza gli amministrativi. Io ho dato parere negativo”.

Ma il vero nodo è un altro, spiega Di Matteo: “Ancora non è chiaro se all’SRR verrà assegnata la gestione o meno del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Se non dovesse transitare anche la gestione, i sindaci dei comuni non pagheranno certamente l’SRR che non offre il servizio e non avrei i soldi per pagarvi gli stipendi”.

Anche il liquidatore dell’ATO, l’avv. Roberto Terzo, ha incontrato i lavoratori riuniti in assemblea, spiegando quale strategia tenterà per salvare l’Ente dal fallimento:

roberto terzo2“Presenterò un reclamo alla Corte d’Appello contro la sentenza di insolvenza”. Secondo Terzo la sentenza difetta di un vizio procedurale. Ma soprattutto Terzo si appellerà al fatto che i giudici non avrebbero tenuto conto della particolare natura dell’ente, cioè quella pubblica, per cui dovrebbe essere applicata una procedura ben diversa.

L’altra strada che Terzo intende seguire consiste nel proporre all’AMIA una transazione sul debito vantata che ammonta ad una somma superiore ai 4 milioni di euro. Al momento, infatti, i pagamenti dei comuni nei confronti dell’ATO sono aggrediti dall’AMIA alla luce del pignoramento in corso. Se l’AMIA dovesse accettare la proposta transattiva, le somme versate dai comuni all’ATO verrebbero utilizzate per le retribuzioni dei dipendenti. Quelle successive al 24 ottobre, perché quelle precedenti sono congelate dalla sentenza di insolvenza.

Inoltre, la transazione con l’AMIA potrebbe convincere il tribunale a credere nell’avvio di un possibile percorso di risanamento dell’ente, ed allontanare così lo spettro del fallimento. 

 

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