Transazione con l’AMIA. Il Comune propone un taglio di 7 milioni di euro

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Nell’ottica della riduzione del debito contratto dal Comune di Monreale nei confronti dei grossi creditori, l’amministrazione comunale sta continuando a presentare proposte di transazione che comportano una forte decurtazione di quanto dovuto.

E’ appena arrivata sul tavolo dell’AMIA, nella figura del Giudice delegato al Fallimento della società, la proposta avanzata dalla giunta municipale di una transazione per chiudere il contenzioso ancora in corso che vede una pretesa da parte della società palermitana di circa € 10.193.000. Il debito sarebbe stato contratto dal Comune di Monreale che da maggio 1998 a febbraio 2005 conferiva i propri rifiuti solidi urbani presso la discarica di Bellolampo gestita da AMIA.

La pretesa da parte di AMIA di tale importo aveva dato seguito ad alcune azioni legali. Il Tribunale di Palermo prima e la Corte di Appello dopo, accertato che il rapporto si era svolto privo della forma scritta, avevano espresso un giudizio negativo alla richiesta di AMIA. Successivamente la società aveva però azionato nei confronti del Comune due distinti giudizi per indebito arricchimento, avanzando nuovamente pretesa per lo stesso importo. Anche questa volta il Tribunale di Palermo aveva rigettato le domande, assumendo l’inammissibilità della domanda di arricchimento nei confronti dell’Ente, in considerazione del fatto che sussiste la possibilità di AMIA S.P.A. di instaurare azione contrattuale nei confronti di quanti (amministratori e funzionari) avevano consentito la fornitura. L’AMIA ha poi proposto appello contro queste sentenze ed i procedimenti pendono presso la Corte di Appello di Palermo.

Da qui la decisione del Comune di Monreale di proporre all’AMIA di chiudere tutti i contenziosi in essere accettando l’offerta di € 3.000.000, da liquidare in tre tranche. La prima verrebbe versata entro un mese dall’erogazione al Comune del Fondo di rotazione conseguente all’approvazione del Piano di Riequilibrio Pluriennale, le altre due entro i successivi 360 e 720 giorni. La validità della proposta sarà comunque soggetta al verificarsi dell’approvazione del Piano stesso, al momento al vaglio del Ministero dell’Interno.

Il Comune ha fatto leva sul fatto che l’accettazione della proposta contribuirebbe a favorire l’approvazione del Piano stesso da parte del Ministero, condizione essenziale perché l’AMIA, così come altri creditori, possano sperare di ottenere il saldo di parte del credito vantato. Se infatti il Piano dovesse essere rigettato, l’Ente dovrà dichiarare il dissesto finanziario. Le pretese dei creditori verrebbero quindi soddisfatte in tempi notevolmente lunghi, anche di un decennio, in misura percentuale non superiore al 40% dell’indebito arricchimento, sempreché tali pretese siano esitate favorevolmente dall’Autorità Giudiziaria con sentenza passata in giudicato.

In caso di dissesto finanziario, l’eventuale rimborso ad AMIA, dichiara il comune nella sua proposta, sarebbe non superiore a € 2.800.000, cioè una somma inferiore a quella oggi offerta dal comune.

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