Manifestazione degli enti religiosi per assicurare l’obbligo scolastico

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Araba Fenice desk

PALERMO 15 ottobre – E’ cominciata questa mattina dalle 09,30 a piazza Indipendenza a Palermo, e si protrarrà fino alle 15,30, una manifestazione di protesta organizzata dagli enti religiosi che realizzano i corsi di formazione per assicurare l’obbligo scolastico. I giovani, oltre al tradizionale percorso, possono scegliere infatti di seguire percorsi alternativi finanziati dalla Regione nell’ambito della formazione professionale. 

È il cosiddetto sistema dell’Oif, che però in Sicilia è nel caos: c’è una terza annualità che è in ritardo di un anno e un’altra serie di corsi che dovevano partire a ottobre ma di cui ad oggi non si sa nulla. Situazione denunciata dalla Confap, confederazione di enti che lancia l’allarme sul rischio dispersione scolastica di migliaia di allievi “facili prede di tutte le mafie”.

Secondo gli enti “non esiste alcuna corrispondenza tra il calendario scolastico e il calendario formativo. Oggi 3.000 minori in obbligo di istruzione, iscritti ai percorsi di formazione per l’anno 2014/2015, non hanno alcuna garanzia per la prosecuzione del loro per loro percorso scolastico, che per tutti è già iniziato il 15 settembre 2014 e che in Sicilia ancora non trova coperture finanziarie. E oltre 3.500 allievi minori iscritti alle terze annualità dell’anno scolastico 2013/2014, non ancora in aula dopo oltre 12 mesi dal naturale avvio delle attività, non possono fruire del loro diritto e di fatto hanno “perduto” un anno della loro vita e si trovano in dispersione scolastica e fuori da ogni circuito didattico, facili prede di tutte le mafie”.

L’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, è il Vescovo Delegato per l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università.

In un documento sottoscritto dai Vescovi della Sicilia, si denuncia il disagio dei 1.500 operatori della Formazione professionale in Sicilia che non ricevono da oltre un anno gli stipendi, pur continuando a svolgere il loro compito educativo e sociale.

“Ad oggi 2.500 minori in obbligo di istruzione, iscritti ai percorsi di formazione per l’anno 2014/2015, non hanno alcuna garanzia in merito alla prosecuzione del loro percorso scolastico.

Inoltre oltre 3.500 allievi minori iscritti alle terze annualità dell’Anno scolastico 2013/2014 non sono ancora in aula dopo oltre un anno dal naturale avvio delle attività, non possono fruire del loro diritto e di fatto hanno perduto un anno della loro vita, trovandosi in dispersione scolastica e fuori da ogni circuito didattico, facili prede di tutte le mafie”.

I Vescovi auspicano la definizione di una politica della formazione professionale che progetti e programmi a garanzia dei ragazzi, dei giovani, dei lavoratori, del bene comune e dello sviluppo economico-professionale della nostra Sicilia.

Auspicano inoltre che vengano sbloccati i pagamenti pregressi per evitare la chiusura degli enti e il licenziamento del personale con le conseguenti condizioni di emergenza sociale per le famiglie coinvolte: una situazione che la Sicilia non può permettersi!

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