Le Autolinee Giordano ribadiscono gli impegni presi nell’incontro in Prefettura

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Monreale, 10 Ottobre. Continua a destare interesse la questione degli autisti e dipendenti delle Autolinee Giordano, senza stipendi da nove mensilità, che nei giorni scorsi hanno annunciato, dopo aver portato la loro protesta in Piazza ed al consiglio comunale dello scorso 2 Ottobre, nuove agitazioni.

Intanto è stato convocato, dal presidente del consiglio comunale Giuseppe Di Verde, per il prossimo 14 Ottobre alle 17.00 un consiglio comunale che tratterà le problematiche dei dipendenti.

Ad aggiungere un ulteriore tassello alla situazione, ritorna oggi l’azienda, nella persona del Direttore d’esercizio Loredana Giordano.

Ribadendo la ferma volontà di rispettare gli impegni presi nell’incontro avuto in Prefettura lo scorso 25 Settembre, in cui l’azienda si impegnava a versare un anticipo di 1.000 euro a lavoratore e contestualmente a girare per intero ai dipendenti i crediti che la stessa vanta nei confronti del Comune di Monreale per il servizio navetta reso, Giordano ha voluto puntualizzare alcuni aspetti della vicenda.

In riferimento alla “telefonata” richiesta dai dipendenti delle Autolinee al Sindaco di Monreale, Piero Capizzi, il direttore d’esercizio ha voluto chiarire come la richiesta da fare allo stesso doveva essere ben diversa, ed avrebbe dovuto riguardare le somme che l’azienda aspetta di ricevere dal Comune, che così sarebbero andate ai lavoratori.

L’azienda riconosce, poi, il pieno diritto dei lavoratori di scioperare e far valere le proprie ragioni, sottolineando come, il reiterarsi della situazione nell’ultimo ventennio ed in particolare nel 2012, sia da attribuirsi alla natura stessa di azienda che vivono in stretta simbiosi ai contributi regionali e comunali, contributi e pagamenti che, quando vengono a mancare, pongono tutto il funzionamento dei servizi in piena crisi.

Se le autolinee avessero ricevuto i crediti vantati, anche in minima parte, adesso non sarebbero in questa situazione.

Inoltre, fermo restando il pieno rispetto della dignità della persona ed in particolare dei dipendenti delle Autolinee, il pagamento dei contributi, per cui i lavoratori avrebbero preferito ricevere il loro compenso, non può essere eluso, dichiara l’azienda.

In primo luogo, perché i cosiddetti “contributi” fanno parte della busta paga stessa, e sono somme che l’azienda gira allo Stato ed agli organi preposti, in secondo luogo perché trattenere le stesse somme, è un reato penale, ed infine perché, senza il pagamento degli stessi, la stessa azienda non può ricevere alcun contributo, e quindi si troverebbe nell’impossibilità di pagare i suoi dipendenti.

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