Piera, una vita che ha fatto la differenza

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Questa mattina Piera Autovino ci ha lasciati. Piera è stata uno dei fondatori di Filo Diretto. Ricordo quando nel 2009, durante un incontro con i giovani dell’associazione “Il Quartiere”, le feci la proposta di aprire a Monreale uno strumento di denuncia che desse voce ai cittadini, e che cercasse di schiudere i palazzi della politica monrealese ai cittadini.

Accolse con entusiasmo l’invito e da allora cominciò quest’avventura. Piera divenne l’elemento portante, la cariatide del gruppo di collaboratori, che riusciva a coinvolgere con il suo entusiasmo e a sostenere nei momenti più difficili.

La frequentavo e ne apprezzavo la personalità forte. Corretta, schietta, semplice, umile, mai sottomessa. Una donna contagiosa, rigorosa, prima con se stessa e poi con gli altri. Odiava i conformismi e diffidava dei conformisti, anarchica (nel senso nobile del termine, ci spiegava), atea, laica, si è sempre mossa forte dei suoi sani e ferrei principi.

Si dedicava solamente a ciò che riteneva realmente importante, e lo faceva con tutta se stessa, non risparmiandosi, neanche nel periodo in cui la malattia cominciava a sottrarle energie.

Per chi ha avuto la fortuna di incontrarla, Piera è stata una maestra di vita. Con uno sguardo sempre rivolto alle vittime della società ingiusta, della politica sporca, si impegnava con tenacia a sfidarne e a combatterne i carnefici, gli speculatori. Aveva la consapevolezza di essere troppo piccola, e a volte sola, per riuscire in questa immane lotta, ma non per questo accennava ad una ritirata, sapeva quale significato avrebbe dovuto caratterizzare la sua vita. Era una combattente.

Piera ha fatto politica, nel senso più nobile del termine, e lo ha fatto sempre, in ogni situazione e condizione.

A cominciare dalla scuola, educando i suoi scolari alla legalità e all’impegno civico, in alcuni casi scontrandosi con i colleghi, ponendo al centro della sua azione i diritti dei bambini. Si è distinta per le sue lotte a favore della laicità della scuola pubblica, nonostante la consapevolezza di attirarsi più nemici che amici. Incurante delle numerose critiche che inevitabilmente le sarebbero piovute addosso.

Lo ha fatto nel corso dei lunghi anni dedicati al volontariato, per un periodo alla guida dell’associazione “Il Quartiere” al fianco di Sarina Ingrassia. Perché gli ultimi, gli svantaggiati, erano sempre al centro del suo agire quotidiano.

Lo ha fatto nel corso della sua attività nella redazione di Filo Diretto, scagliandosi contro la politica corrotta, le ingiustizie sociali, le ingerenze della Chiesa negli ambiti che dovevano rimanere laici.

Piera ha lasciato un’impronta indelebile sulle coscienze di tanti di noi che hanno accettato di percorrere insieme a lei una parte della nostra vita. Ha lasciato un vuoto in chi ha avuto il privilegio di conoscerla e di frequentarla, ma nello stesso tempo ci ha lasciato una grande ricchezza di valori, di principi, di testimonianze che è nostra responsabilità non disperdere. 

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