Monreale e ATO. Sistema dei rifiuti. L’analisi del Comitato Pioppo Comune

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In una dettagliata analisi, il Comitato Pioppo Comune spiega quali interessi stanno dietro la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti:

“ATO, munnizza, commissari, controllori, traghettatori e liquidatori. SRR, ARO, società di scopo, noleggio a caldo e a freddo, a lungo termine con affidamento diretto a ditte esterne per conto terzi per il mantenimento delle condizioni igienico sanitarie nei punti di raccolta (forse!), probabilmente a rischio per la presenza di presunte (meglio!) probabili discariche abusive, per consentire lo smaltimento in discarica, sulla carta a norma, di rifiuti sottoposti (si spera) a caratterizzazione a causa di incendio divampato più o meno ufficiosamente presso punto imprecisato di una zona non meglio identificata del comune di………CONFUSI??!! Benvenuti, ancora una volta, a Monreale!

Ci sarebbe da ironizzare se non fosse che, intorno a tutti questi termini tecnici, girano i soldi che noi cittadini paghiamo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, quindi ironia non ce n’è perché, come direbbe Ficarra, “i picciuli i mittemo nuatri”.

Intorno a questo sistema, fatto di terribili termini tecnici, girano i nostri soldi: si tratta di milioni di euro all’anno per consentire il mantenimento di un modello di gestione malato, fatto di disservizi e consumo del territorio che ha prodotto discariche abusive, produzione di percolato in aree agricole, ma soprattutto spreco inaudito di risorse che potrebbero invece essere utilizzate per creare nuovi posti di lavoro.

Badate bene, i disservizi non sono legati ai soliti discorsi sulle assunzioni dei dipendenti sui quali tutti si sono trincerati come se fosse un semplice problema di clientelismo. No, qui il problema è molto più complesso e sottile. Ogni anno, in estrema sintesi, i nostri soldi servono a garantire il business delle discariche e di quei quattro “imprenditori “ che hanno creato questo giocattolo che, a detta della commissione d’inchiesta “Pecorella”, è intriso di malaffare. Non è quindi né una semplice guerra di gasoloni comunali, peraltro obsoleti, che oggi non servirebbero a nessuno, né la guerra tra zona A e zona B ma è invece una lotta snervante e continua tra chi vuole un sistema virtuoso ed efficiente a difesa della legalità e degli interessi dei cittadini e chi vuole un sistema malato a difesa dei propri vizi e della propria sete di potere e denaro a danno dei cittadini sempre più confusi e inconsapevoli!

Qualcuno lo ha definito una sorta di pizzo per interposta persona. Oggi, per uscire da questa catastrofe che ci porterà alla guerra tra amministrazione e cittadini e tra chi paga e chi non paga c’è un solo modo: fare la raccolta differenziata!

Questo nuovo modo di operare produrrebbe un risparmio ed un ritorno economico per le famiglie e per Monreale INIMMAGINABILE!! Infatti, grazie al risparmio dato dalla pratica della raccolta differenziata si  potrebbe avere la possibilità di rimettere in circolo denaro per andarsi a mangiare una pizza con la famiglia una volta alla settimana, farsi una vacanza, comprare di più e investire in istruzione. Se pensiamo al pubblico, apriremmo un’autostrada di possibilità per gli enti locali davvero epocale: si potrebbe tornare ad investire sul territorio per l’edilizia scolastica, per i servizi sociali, per lo sport e mille altre cose ancora.

Secondo uno studio della Commissione europea pubblicato nel 2012, una piena attuazione della legislazione dell’Unione Europea sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l’anno, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore che gestisce i rifiuti e del settore del riciclaggio, creando oltre 400.000 posti di lavoro entro il 2020.  Il “WAS Report 2014” arriva a fare anche un calcolo interessante: solo diminuendo il ricorso alla discarica e implementando il riciclo dei rifiuti urbani, nei prossimi anni si creerebbero fino a 195mila nuovi posti di lavoro.

Invece, quello che succede qui da noi in Sicilia e a Monreale si riduce a “guerra dei gasoloni”: messaggio da un lato poco utile per i cittadini e dall’altro molto gradito a chi desidera continuare a mantenere la confusione. Però, noi del Comitato, abbiamo scoperto già da tempo il trucco (vedi reportage figghi ri Dio) e girando per il territorio dell’Atopa2 abbiamo trovato un grande esempio di efficienza in pieno stile Nord Italico: sono i comuni di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina ed altri che hanno superato la soglia del 72% di raccolta differenziata grazie a volenterosi e capaci DIPENDENTI dell’ATO che fanno il loro dovere nonostante siano, a nostro sicuro avviso, osteggiati anche dai vertici dell’ATO PA2. Come è possibile che gente del genere viene così tanto bistrattata? Perché nel nostro ATO queste persone non vengono premiate? Perché non vengono ascoltati?

La realtà dell’ATO, CARI LETTORI, è FATTA DI TANTA GENTE (sopratutto OPERAI) CHE HANNO VOGLIA DI LAVORARE NELLA ZONA B E ANCHE A MONREALE e altri che invece “non si capisce” quali  interessi abbiano e la cui frase ricorrente è “NON E’ COLPA DEGLI OPERAI SE IL SERVIZIO NON FUNZIONA!”

Nello scorso consiglio, il Sindaco ha parlato dei mezzi, dei debiti accumulati negli anni scorsi e di possibilissime denunce alla procura.  Giustissimo, che si faccia! Noi del Comitato Pioppo Comune  da semplici cittadini lo abbiamo già fatto. Vorremmo, però, consigliare all’amministrazione (ringraziandola anzitutto per questa ed alcune scelte recenti in tema di rifiuti ) di informare i cittadini di quello che è successo e succede all’interno dell’ATO PA2 prima di andare in procura. Prima di denunciare, infatti, i cittadini dovrebbero sapere come si spendono i propri soldi: per quanto riguarda il carburante, i noli a caldo e i gasoloni (oggetto di discussione degli ultimi giorni). Bisognerebbe sapere se e come vengono smaltiti i rifiuti dati alle fiamme, come e dove viene effettuata la differenziata e infine perché la differenziata porta a porta non è mai partita nonostante l’ordinanza del 2013.

Il primo passo per il cambiamento, infatti, pensiamo stia nell’informazione ai cittadini. Da cittadini e da Comitato impegnato per il bene della nostra terra, pretendiamo che tutti i soggetti coinvolti ci diano delle spiegazioni. Pertanto, invitiamo tutti i giornali on-line ad intervistare tutti questi soggetti e magari invitarli ad un confronto pubblico. Speriamo bene ma sopratutto speriamo di non doverci gettare secchiate di acqua gelida addosso o fare qualche altra azione eclatante affinché si raccolga il nostro appello”.

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