Nunzio Giangrande: “Vi racconto i dettagli della truffa. Io la prima vittima”

0
acqua park

Nunzio Giangrande appare molto sereno nel corso dell’intervista che ci ha rilasciato, esprime piena fiducia nel lavoro dei magistrati e si dichiara certo del buon esito dell’indagine che lo vede al centro di una maxi truffa architettata contro centinaia di ignari cittadini e, asserisce, contro lui stesso e la sua impresa. E’ l’operazione “Lost Pay”, che, partita da Latina in seguito a denunce di contribuenti che ricevevano solleciti per pagamenti già effettuati presso alcune agenzie private, ha coinvolto prima il franchising  catanese “Posta Più” e poi anche “Servizi Postali”, l’azienda creata dall’imprenditore monrealese.

“Non ho mai avuto rapporti con altre società, né tanto meno con Posta Più”. Comincia così Giangrande che ha deciso di rispondere alle nostre domande, in un’intervista esclusiva per spiegare come sono andati realmente i fatti. Un’intervista ricca di dettagli, a sostegno della sua tesi, di essere cioè la prima vittima della truffa.

L’imprenditore, che aveva creato un impero di una cinquantina di agenzie nella provincia di Palermo, collegate tramite un franchising alla società madre “Servizi postali”, si sente ferito dalle valutazioni e dai commenti che sono stati fatti sulla sua persona, durante questi lunghi mesi, da quando l’indagine è stata avviata e sono stati apposti i sigilli all’agenzia di Monreale, in Corso Pietro Novelli, gestita personalmente. Lunghi mesi, logoranti, durante i quali ha preferito però non rilasciare dichiarazioni alla stampa per non intralciare le indagini degli inquirenti. Vuole che sia la magistratura a dimostrare la sua innocenza e a restituirgli credibilità, dinanzi ai cittadini e dinanzi ai suoi ex collaboratori che avevano riposto molta fiducia nel suo progetto imprenditoriale ma soprattutto nella sua professionalità.

“E’ ridicolo pensare che io possa essere stato l’autore della frode. Perché allora non mi sarei approfittato anche di tutti quei soldi che transitavano nelle migliaia di raccomandate e di pacchi?”

L’imprenditore monrealese, laureato in “Criminologia e Criminalistica”, racconta di essersi trovato all’interno di un giallo, che sta impegnando gli inquirenti in questa lunga indagine, durata finora 18 mesi.

Il tutto è cominciato quando Giangrande decise di presentare querela nei confronti di un ispettore di Poste Italiane per appropriazione indebita di denaro. Nella sua ricostruzione, il funzionario avrebbe trattenuto le somme che le agenzie del network “Servizi Postali” versavano regolarmente ad una specifica agenzia di Poste Italiane, secondo quanto previsto dal contratto. Poi, ricevuta la denuncia, avrebbe girato immediatamente le somme della “Servizi Postali” sul conto di “Poste Italiane” con la causale “eccesso di cassa”.

busta ccDa quel momento comincia un calvario per Giangrande, che si trova coinvolto in una serie di circostanze inquietanti.  Gli elementi del giallo ci sono tutti. “Per svariati mesi – racconta l’imprenditore – la mia corrispondenza personale, gli estratti conto, le bollette degli uffici, le comunicazioni aziendali non mi arrivavano. Ad un certo punto ricevo da un postino decine di buste relative a questa corrispondenza all’interno di un plico formato A4, quello utilizzato per contenere il calendario dell’Arma dei Carabinieri”. L’intimidazione gli è subito chiara. Ha fatto “Il carabiniere”. Non avrebbe dovuto denunciare. Poi vengono trovati bossoli di arma da fuoco sul tergicristalli della sua macchina. A riprova della sua tesi le fotografie, inedite, che ci ha consegnato.

 

 

busteL’azienda aveva vissuto un periodo di forte espansione – racconta il titolare – dando fastidio a tanti, ed attirando l’attenzione di chi voleva attingere in qualche modo al cospicuo volume di denaro che gestivamo”.

Negli ultimi tempi Giangrande aveva segnalato a Poste Italiane diverse anomalie presenti nella piattaforma di Home Banking.

“Una volta mi si presenta una cliente che aveva pagato in una nostra agenzia tramite bollettino un importo ad un Ente. La signora, dopo un po’ di tempo, riceve una cartella esattoriale per mancato pagamento. Ho subito ripagato per intero l’importo di tasca mia per evitare conseguenze alla cliente, con la quale intanto mi sono recato presso l’Ente per verificare l’avvenuto pagamento. La somma risultava accreditata presso l’Ente, ma non risultavano i dati della persona. Una volta fornito il code line della signora, tracciato sulla ricevuta, è emerso il pagamento regolare. Era stata manomessa la piattaforma”. E questo sarebbe soltanto uno di un centinaio di casi simili verificatisi.

Con l’aiuto degli avvocati Francesco Paolo De Simone Policarpo e Maurizio Savarese sta cercando di dipanare la complicata matassa, e sta fornendo agli inquirenti tutte le spiegazioni richieste. Su alcune testate giornalistiche è stato riportato che avrebbe sottratto circa 30 milioni di euro ai clienti: “Gli estratti conto parlano chiaro”, dichiara, “e presso il commissariato di Termini Imerese sono in custodia 21 colli contenenti milioni di ricevute di bollette pagate alle poste con tutti gli estratti conto che dimostrano la correttezza delle operazioni”. Giangrande addossa tutte le responsabilità sul funzionario di “Poste Italiane”. “L’ispettore di Poste Italiane ha devastato il circuito della Servizi Postali, ha fatto perdere il lavoro agli affiliati onesti ed è la causa della truffa che ha coinvolto migliaia di cittadini, oltre ad avere arrecato un danno anche alla stessa Poste Italiane”.

Gli inquirenti stanno valutando se singole agenzie abbiano truffato i propri clienti. Ma è stato lo stesso Giangrande ad avere denunciato in Procura alcuni suoi affiliati che avrebbero trattenuto una parte delle somme dei clienti destinate al pagamento dei bollettini.

“Mi sono impegnato a fornire assistenza ai clienti truffati, mi batterò fino alla fine affinché vengano risarciti e venga garantito chi ha lavorato onestamente. I miei attuali guadagni sono messi a disposizione delle vittime della truffa. Sono dalla parte delle persone e le invito ad attendere la conclusione delle indagini”.

Le indagini sono state avviate il 19 Marzo 2013. A breve ne potrebbe essere notificata la conclusione. “Sono sereno, attendo l’esito dell’inchiesta”.

Ricevi tutte le news
Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Acquapark Monreale
Acquapark Monreale