Antonella Giuliano: l’amministrazione attivi i fondi contro le barriere architettoniche

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Monreale, 19 Settembre. Fa positivamente discutere l’iniziativa del consigliere comunale Gery Valerio, che ha proposto una raccolta fondi per Valentina, la ragazza disabile con difficoltà di mobilità date dalle barriere architettoniche della sua abitazione. Un’iniziativa largamente condivisa, che però, secondo alcune precisazioni, non può restare isolata.

Così, Antonella Giuliano, consigliere comunale di Cambiamo Monreale, ha voluto lodare l’iniziativa, lanciando però alcune critiche all’operato dell’amministrazione, rea di non aver pubblicizzato la possibilità, per i portatori di handicap ed i non vedenti, di accedere ai fondi previsti dalla legge 13/1989 atti ad elargire contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche in abitazioni private.

“Lodevole l’iniziativa del consigliere Valerio” ha dichiarato infatti Giuliano.

Ma io chiedo al consigliere Valerio e all’assessore Cangemi (caso vuole assente in entrambe le sedute consiliari in cui si parlava proprio dell’istituzione del Garante dei diversamente abili nel territorio monrealese) il perché aver pensato alla possibilità di attingere a fondi provenienti dalla solidarietà dei cittadini e non rendere noto, invece, agli stessi che chiunque versi in situazione similare (o anche non vedente) ha la possibilità di presentare (entro il 1 marzo di ogni anno) domanda al comune di residenza il quale è, per legge, tenuto ad elargire contributi per l’eliminazione di barriere architettoniche su immobili privati?

Il consigliere comunale continua poi, ricostruendo le azioni concrete che il Comune può attuare per elargire tali fondi:

“Appresa la notizia di Valentina, mettendomi nei panni di tutte quelle mamme che devono quotidianamente combattere con gli ostacoli che aggravano ancor più i problemi e i disagi di un diversamente abile, mi sono attivata nello studio delle norme relative alla rimozione delle barriere architettoniche. Tale approfondimento mi ha fatto approdare alla Legge n. 13 del 1989, che concede contributi per interventi atti al superamento delle barriere architettoniche su immobili privati già esistenti ove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti (di carattere motorio e dei non vedenti).

Ecco l’iter amministrativo:

  • Entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, il sindaco, sulla base delle domande ammissibili, stabilisce il fabbisogno del comune e forma l’elenco che deve essere reso pubblico mediante affissione presso le casa comunale.

  • Il Sindaco comunica alla regione il fabbisogno, unitamente ad un elenco delle domande ammesse ed a copia delle stesse

  • La regione determina il fabbisogno complessivo e trasmette al Ministro dei lavori pubblici la richiesta di partecipazione alla ripartizione del Fondo per la eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

  • Il Fondo viene annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto interministeriale in proporzione al fabbisogno indicato dalle regioni.

  • Le regioni ripartiscono le somme assegnate ai comuni richiedenti, privilegiando il fabbisogno dei comuni ove sono state presentate domande con diritto di precedenza.

  • I sindaci, entro trenta giorni dalla comunicazione delle disponibilità assegnano, dandone tempestiva comunicazione al richiedente, i contributi agli interessati. Il trovare questa soluzione è stato semplice.

In chiusura di dichiarazione, Giuliano non lesina una critica all’operato dell’amministrazione: “Bastava applicarsi un tantino in più, invece di chiedere, per l’ennesima volta, aiuto ai cittadini”, conclude infatti.

“Capisco che ormai mettere le mani in tasca agli stessi sia divenuta una prassi consolidata ma credo con fermezza che i soldi per la garanzia dei diritti fondamentali quali quello di Valentina, si trovino e si debbano trovare. Come vedete, vi ho dato uno spunto pratico. Spero di aver contribuito a dare un informazione utile a tutti coloro che ne abbiano la necessità ma anche all’amministrazione, affinché si attivi tempestivamente per dar pronta risposta –con proprie risorse- alle esigenze dei cittadini, ed ecco il perché dell’urgenza per l’attivazione dell’ufficio del garante dei diversabili.

Ciò non toglie la bontà dell’iniziativa alla quale parteciperò con estremo piacere

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