Il primo giorno di scuola di Valentina. Semplicemente non c’è stato

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In questi giorni si sono aperti i cancelli delle scuole monrealesi. Migliaia sono gli studenti che si accingono ad affrontare un altro anno di studi. Il primo giorno di scuola, o i tanti primi giorni, costituiscono un momento bello per gli studenti, entusiasmante, emozionante, che spesso rimane ancora vivo nei ricordi di noi adulti. Tanti bambini e tanti ragazzi si rivedono dopo mesi, misurano i centimetri d’altezza presi durante il periodo estivo, sfoggiano il vestito indossato per l’occasione, si confidano i loro amori, si guardano con la coda dell’occhio. Il primo giorno di scuola appartiene a tutti i bambini, a tutti i ragazzi. O quasi.

All’Istituto d’Arte Mario D’Aleo di Monreale una sedia ieri è rimasta vuota. I ragazzi non hanno potuto abbracciare una loro compagna. L’hanno attesa invano per il secondo anno. Valentina D’Amico, la ragazza di 23 anni affetta da tetraparesi spastica, non si è presentata a scuola, e con molto probabilità non vi giungerà per i prossimi giorni o mesi. Valentina non è riuscita a superare le barriere architettoniche che la tengono segregata in casa.

La mamma ormai da due anni non presenta più l’iscrizione della figlia a scuola, ha perso la speranza che si possa trovare una soluzione al suo dramma. Valentina dovrebbe frequentare il quarto anno.

L’appello lanciato all’amministrazione comunale di Monreale a fine agosto (Vedi articoli Qui e Qui) era stato prontamente accolto dal sindaco Piero Capizzi e dall’assessore Giuseppe Cangemi. L’amministrazione si era subito attivata e impegnata per trovare una soluzione che consentisse alla ragazza di percorrere le scale e il vialetto e raggiungere così lo scuola bus comunale che fornisce il servizio anche a Piano Geli. Una rampa di scale ed un vialetto costituiscono la barriera architettonica che limita lo spazio vitale di Valentina, delimitato dalle mura di casa, da quando la mamma Veronica non ha più trovato un volontario disposto a portare giù Valentina e la carrozzella.

Dall’amministrazione ancora non è stata trovata una soluzione.

La redazione di Filo Diretto continuerà a mantenere alta l’attenzione sul dramma della famiglia D’Amico.

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