Costi eccessivi ed indagini in corso, verso il fallimento dell’ATO?

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A seguito del trapelare della notizia sulla convocazione presso il tribunale fallimentare di Palermo, in data 24 Gennaio 2014, del legale rappresentante della società Alto Belice Ambiente, abbiamo sentito le dichiarazioni in merito del Sindaco di Monreale, avv. Filippo Di Matteo, e del commissario liquidatore della società, avv. Roberto Terzo.

Parole forti, quelle di Di Matteo, che sottolinea “la politica scellerata di chi ha costituito ed amministrato l’ATO, procedendo ad assunzioni non previste e per motivi clientelari. Questa è stata la rovina dei comuni.”

Ancor di più, questa politica avrebbe portato ad un aumento esponenziale dei costi, che in 10 anni si sono quasi raddoppiati, determinando le difficoltà dei comuni a coprire le spese derivanti dall’ATO:
“I comuni non ce la facevano più a pagare perché si trattava di somme ingenti. Vero è che Monreale deve ancore delle somme, ma una parte è già stata pagata. Il problema principale è il costo eccessivo, si è passati da un costo di meno di 3 miliardi di lire l’anno a oltre 5 milioni di euro oggi.”

A complemento delle dichiarazioni del Sindaco, quelle del commissario liquidatore ATO, Roberto Terzo, dalle cui parole si evince come i debiti accumulati dall’ATO nei confronti dell’erario sarebbero da addebitarsi all’insolvenza dei comuni interessati dai servizi della stessa società, i cui costi sarebbero dovuti ad un insieme di cause, prima fra tutte la carenza di impianti di conferimento:

La maggior parte dei debiti si è accumulata nei confronti dell’erario, della serit e dell’agenzia delle entrate; la procedura è stata attivata su segnalazione di un creditore, e, nonostante lo stesso sia stato soddisfatto, la procura ha ritenuto di notificare l’atto.

La situazione dell’ATO è indotta, come evidenzia il tribunale nel provvedimento di comparizione, da una cronica insolvenza dei comuni, nei confronti dei quali attiveremo tutte le procedure per la riscossione coatta dei debiti.

Il tribunale di Palermo si è già espresso nei confronti di casi analoghi con giudizio negativo, non dichiarando il fallimento delle società d’ambito, vedremo cosa succederà adesso che le società sono in gestione commissariale e la normativa è in parte lacunosa.

Sulla questione assunzioni chi ha delle responsabilità, necessariamente, date le indagini in corso, dovrà assumersene gli oneri.

Il Sindaco Di Matteo non è mai stato amministratore dell’ATO, ha ereditato, insieme agli altri comuni facenti parte, una situazione pregressa.

L’aumento dei costi è dovuto ad una serie di fattori e principalmente alla carenza cronica di impianti.”

Una questione, insomma, che non sarà di semplice risoluzione, e che vede coinvolte indagini investigative a vari livelli di approfondimento. 

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